Se pensi di “aggirare” il problema iniziando un laser all’ultimo momento, la giurisprudenza amministrativa è piuttosto chiara: non funziona. Se il tatuaggio si vede al momento dei controlli, l’esclusione resta.
Tatuaggi e concorsi nelle forze di polizia: visibile = escluso (anche con laser in corso)
Negli ultimi anni il tema dei tatuaggi nei concorsi per le forze di polizia continua a generare dubbi e contenziosi. L’ultima parola, però, arriva ancora una volta dalla giurisprudenza amministrativa, che ribadisce un principio tanto semplice quanto rigido: se il tatuaggio è visibile durante gli accertamenti sanitari, il candidato è escluso. Punto.NSM è ANCHE SU WHATSAPP E SU TELEGRAM
Come si apprende dal comunicato stampa del SIULP, la più recente pronuncia conferma un orientamento ormai consolidato e lascia poco spazio a interpretazioni.
La sentenza del TAR Lazio
Con la sentenza n. 3563 del 26 febbraio 2026, il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha respinto il ricorso di un candidato escluso da un concorso per l’ingresso nella Guardia di Finanza. Il motivo? Un tatuaggio sull’avambraccio sinistro, ritenuto visibile con l’uniforme di servizio.
Il candidato aveva provato a difendersi sostenendo che il tatuaggio non fosse deturpante, non compromettesse il decoro dell’uniforme, fosse già in fase di rimozione tramite trattamento laser. Una linea difensiva comprensibile, ma che non ha convinto i giudici.
Il TAR ha chiarito un punto fondamentale: nei concorsi pubblici conta ciò che stabilisce il bando. Nel caso specifico, il bando prevedeva l’esclusione per tatuaggi visibili con qualsiasi uniforme. Di conseguenza, l’unico elemento da verificare era proprio questo: il tatuaggio si vede oppure no?
Non importa se è piccolo o grande, se è esteticamente “accettabile”, se è in fase di rimozione. Se è visibile, non si è idonei.
Uno degli aspetti più importanti della sentenza riguarda proprio il trattamento laser. Il TAR è stato netto: iniziare la rimozione non basta.I requisiti fisici richiesti devono essere posseduti in un momento preciso (scadenza domanda o accertamenti sanitari), e non possono essere “completati” dopo. Accettare il contrario significherebbe creare una disparità rispetto agli altri candidati che si sono presentati già in regola. Non conta che il tatuaggio stia sparendo, conta che sia già sparito (o non visibile).
La decisione si inserisce in un orientamento ormai consolidato: le regole dei bandi di concorso sono vincolanti e non possono essere aggirate né dalla commissione né dal giudice, se sono chiare e legittime. Per questo motivo, il TAR ha concluso che il tatuaggio doveva essere già completamente rimosso al momento dei controlli e la semplice prospettiva di eliminarlo non è sufficiente.
Il messaggio è molto pratico e diretto:
- Se hai un tatuaggio visibile con l’uniforme → rischi l’esclusione
- Se stai facendo il laser → non basta
- Se vuoi partecipare → deve essere già invisibile al momento degli accertamenti
Non è una questione estetica o di giudizio soggettivo, ma di rispetto formale delle regole del bando.