La Corte dei Conti della Sicilia ha condannato un sottufficiale a risarcire il Ministero della Difesa con oltre 500mila euro per una truffa legata alla gestione dei pasti dei militari.
Secondo quanto accertato, tra il 2015 e il 2017 l’uomo, in servizio presso la stazione elicotteri di Fontanarossa (CT), avrebbe falsificato i registri delle consumazioni, dichiarando un numero di pasti superiore a quelli effettivamente serviti, e si sarebbe appropriato delle derrate acquistate dall’amministrazione, utilizzandole anche per feste private.
Per gli stessi fatti era già intervenuta una condanna in sede penale da parte del tribunale militare, con una pena superiore ai cinque anni di reclusione per truffa aggravata e peculato militare continuato.
«Il convenuto – si apprende dalla sentenza – si era approfittato della scarsa severità dei controlli e dei buoni rapporti intrattenuti con i componenti degli uffici tenuti a svolgerli che gli avevano accordato una fiducia, del tutto mal riposta, mettendolo al corrente in anticipo delle date delle ispezioni».
La linea difensiva, invece, ha sostenuto che «è stato prestato credito ai testi che avrebbero nutrito un sentimento di astio nei confronti del militare e non ai numerosi encomi ed elogi ricevuti».
La Corte ha respinto la linea difensiva, sottolineando che «la responsabilità del convenuto emerge con evidenza dagli atti ed è chiaramente affermata nelle pronunce del giudice penale» e che l’entità del danno economico è stata «puntualmente dimostrata dalla perizia tecnica».
Il risarcimento stabilito ammonta a 282mila euro per i pagamenti indebiti ottenuti dalla ditta incaricata della refezione, 246mila euro per i beni sottratti e 20mila euro per il danno d’immagine arrecato all’amministrazione.