“È inaccettabile che i finanzieri che sequestrano le ville ai boss non abbiano poi una casa in cui vivere quando lo Stato li trasferisce. Chiediamo che i 10.000 alloggi confiscati alle mafie entrino subito nel Piano Casa.” Con queste parole Francesco Zavattolo, Segretario Generale del SILF (Sindacato Italiano Lavoratori Finanzieri), lancia un messaggio al Governo in merito al nuovo provvedimento sull’emergenza abitativa approvato lo scorso 30 aprile. Nonostante lo stanziamento di 10 miliardi di euro, il sindacato denuncia una totale assenza di visione nei confronti delle donne e degli uomini del comparto sicurezza.
Il provvedimento mira alla realizzazione di 100.000 nuovi alloggi, puntando sulla riconversione di ex caserme e scuole dismesse. Tuttavia, secondo Silf, non prevede alcuna quota di riserva per le Forze di Polizia.
“Siamo davanti a un paradosso logistico e morale – continua Zavattolo – lo Stato trasforma le ex caserme in alloggi popolari generici, dimenticandosi di chi in quelle caserme ci vive e lavora, e che spesso si trova nell’impossibilità di sostenere affitti di mercato in città come Milano, Roma o Napoli.”
10.000 alloggi già pronti, ma ignorati Il SILF pone l’accento su un tesoro immobiliare già in mano pubblica ma rimasto fuori dal Piano: i beni gestiti dall’ANBSC (Agenzia Nazionale per i beni confiscati).
“Sono oltre 18.000 gli immobili sottratti alla criminalità organizzata – sottolinea Zavattolo – si stima una disponibilità di circa 10.000 unità abitative, pari al 15% dell’intero obiettivo decennale del Governo. Costo di acquisizione: zero. Sono state le Forze dell’Ordine a condurre le indagini e a garantire che quegli immobili tornassero allo Stato. Eppure, a causa di una burocrazia cieca e di ministeri che non comunicano, questi appartamenti restano vuoti mentre i nostri colleghi faticano a trovare una sistemazione dignitosa.”
Il sindacato chiede che, in fase di conversione del decreto, la politica intervenga con tre emendamenti strutturali:
- Censimento e Integrazione: Inserire i beni ANBSC nel programma di recupero edilizio entro 180 giorni, dando priorità alle città con maggiore pressione abitativa.
- Riserva Obbligatoria del 5%: Trasformare le attuali “elemosine facoltative” dei Comuni in un obbligo nazionale, riservando una quota fissa degli alloggi al personale in servizio sul territorio, con requisiti ISEE adeguati (maggiorati del 40%).
- Fondo per le Ristrutturazioni: Creare un fondo da 200 milioni di euro alimentato dai proventi delle vendite dei beni confiscati non utilizzabili, per finanziare il recupero degli alloggi destinati alle divise.
“Ciò che la criminalità ha accumulato illecitamente deve essere messo nelle disponibilità di chi serve lo Stato – conclude Zavattolo – Non chiediamo privilegi, ma la dignità di poter svolgere il nostro lavoro senza l’angoscia di non poter pagare un affitto.”