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Il SI.NA.M. porta le criticità della Marina e le tutele per il personale: organici, attrattività, salvaguardie operative e supporto psicologico.

Salerno, 06 marzo 2026 – Il Sindacato Nazionale Marina (SI.NA.M.), rappresentato dal Segretario Generale Nazionale dott. Pasquale De Vita e dal Segretario Generale Aggiunto Giuseppe Altomonte, ha partecipato alle audizioni informali convocate dalla IV Commissione (Difesa) della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo relativo alla revisione dell’ordinamento della sanità militare (Atto del Governo n. 366).

Nel corso dell’audizione il SI.NA.M. ha riconosciuto l’impianto e le finalità di welfare contenute nel provvedimento sulla Sanità Militare, evidenziando tuttavia una criticità centrale: la sostenibilità reale della riforma in assenza di un rafforzamento degli organici.NSM è ANCHE SU WHATSAPP

La Sanità Militare della Marina presenta infatti, già oggi, significative carenze di personale rispetto al fabbisogno effettivo, sia per quanto riguarda i medici militari sia per il personale infermieristico. In particolare si registrano crescenti difficoltà nel reclutamento di medici militari, a cui si aggiunge il fenomeno delle dimissioni volontarie che stanno determinando una progressiva riduzione dell’organico.

Una situazione che rischia di incidere direttamente sull’operatività delle Unità Navali: alcune navi potrebbero essere costrette a rimanere in porto per la mancanza del medico di bordo, con criticità ancora più rilevanti per quanto riguarda i sommergibili.

Per il SI.NA.M., pertanto, la riforma della Sanità Militare non può essere attuata senza adeguate risorse di bilancio destinate all’incremento degli organici di medici e infermieri.

Nel proprio intervento, il Segretario Generale Nazionale Pasquale De Vita, ha inoltre evidenziato la necessità di rafforzare in maniera significativa il supporto psicologico al personale militare, analogamente a quanto già previsto per l’Arma dei Carabinieri, con l’obiettivo di sviluppare strumenti innovativi di tutela del benessere psicofisico e di prevenzione del disagio psichico, sempre più diffuso anche a causa di fenomeni legati allo stress post-traumatico o al lavoro correlato.

In questo contesto, il SI.NA.M. ha proposto l’istituzione di un Dipartimento di Supporto Psicologico dedicato al personale delle Forze Armate, in grado di garantire un’adeguata tutela socio-assistenziale e promuovere il benessere psicofisico del personale. Tale struttura potrebbe rappresentare un presidio fondamentale per affrontare e gestire situazioni di sofferenza psicologica che non possono più essere ignorate.

Sempre in tema di valorizzazione del supporto psicologico, il sindacato ha suggerito di prevedere la possibilità di alimentare il ruolo degli psicologi anche attraverso il personale militare in servizio permanente che, pur non appartenendo alla Sanità Militare, abbia conseguito una laurea in psicologia.

Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alla medicina subacquea e iperbarica della Marina Militare, considerata un centro di eccellenza nazionale. Il SI.NA.M. ha sottolineato la necessità di salvaguardare tale patrimonio di competenze, mantenendo il polo formativo e specialistico presso il Comando Subacquei e Incursori, dove vengono svolte attività di formazione, ricerca e supporto operativo per immersioni profonde e in saturazione.

Il mantenimento di adeguate dotazioni di medici e infermieri specializzati nelle patologie subacquee e nella medicina iperbarica rappresenta, secondo il sindacato, una garanzia imprescindibile per la sicurezza degli operatori subacquei della Marina e della Guardia Costiera, considerata la necessità di interventi tempestivi in caso di barotraumi o patologie da decompressione.

Allo stesso modo, il SI.NA.M. ha ribadito l’importanza di mantenere elevati standard formativi per il personale medico destinato all’imbarco sulle unità navali, con particolare riferimento ai sommergibili, dove gli equipaggi operano in ambienti chiusi e complessi che richiedono competenze sanitarie altamente specialistiche.

In sintesi, secondo il sindacato, la riforma della Sanità Militare non può essere valutata positivamente senza adeguate risorse destinate al capitale umano, finalizzate a un significativo incremento degli organici di medici e infermieri della Marina Militare.

Nel corso dell’audizione il Segretario Generale Nazionale ha inoltre affrontato il tema più ampio della revisione dello strumento militare nazionale, evidenziando come la Marina Militare stia vivendo una fase di forte difficoltà sul fronte degli arruolamenti.

Nonostante rappresenti una realtà di eccellenza, negli ultimi anni si è consolidata una crisi nei concorsi, che sta interessando anche il transito in servizio permanente. La perdita di attrattività nei confronti dei giovani rischia di compromettere la funzionalità della Forza Armata, che oggi si regge in gran parte su personale con elevata anzianità di servizio e su carichi di lavoro sempre più gravosi.

Tra le principali criticità evidenziate dal SI.NA.M. vi sono le condizioni dei Volontari in Ferma Iniziale (VFI), che affrontano numerose problematiche legate alla mancanza di diritti fondamentali, tra cui:

  • il diritto allo studio
  • il riconoscimento del giorno di riposo
  • una retribuzione ritenuta inadeguata, priva della tredicesima mensilità e dell’accesso all’indennità di disoccupazione (NASPI).

Ulteriori criticità riguardano la scarsa valorizzazione professionale e le difficoltà nel riscattare il periodo di servizio ai fini del Trattamento di Fine Servizio. A ciò si aggiunge la questione dell’orario di servizio: le 36 ore settimanali previste risultano spesso superate nella pratica operativa, senza adeguata compensazione tramite straordinari o recuperi.

L’indennità forfettaria mensile di 100 euro destinata a compensare tali prestazioni aggiuntive risulta, secondo il SI.NA.M., del tutto simbolica e insufficiente. La mancata maturazione del recupero compensativo ha di fatto privato i volontari di un diritto fondamentale del lavoratore, ossia il riconoscimento di pause retribuite a fronte di ore di lavoro eccedenti.

Per il sindacato appare quindi inderogabile invertire il trend negativo degli arruolamenti e rendere nuovamente attrattivo il servizio nelle Forze Armate attraverso un intervento legislativo che riconosca pienamente il ruolo dei volontari, garantendo loro diritti e tutele adeguate.

In questa prospettiva, il SI.NA.M. ritiene opportuno destinare stabilmente la totalità dei posti previsti dal nuovo articolo 2197-septies del Codice dell’Ordinamento Militare ai volontari in ferma prefissata triennale e quadriennale, favorendo così il loro accesso al concorso per Sergenti a nomina diretta e incentivando la permanenza nelle Forze Armate.

Un ulteriore passaggio dell’audizione è stato dedicato alla valorizzazione dei Sottufficiali del ruolo ex 958, per i quali il decreto legislativo n. 94/2017 ha introdotto esclusivamente la possibilità di transito nel ruolo Marescialli, senza tuttavia intervenire sul prosieguo di carriera e sugli aspetti economici.

Il SI.NA.M. ha quindi ribadito la necessità di prevedere, nell’ambito delle future procedure negoziali relative alla contrattazione triennale, misure di perequazione delle indennità e del parametro stipendiale per il personale appartenente al ruolo dei Sottufficiali ad esaurimento.

Nel proprio contributo conclusivo, il Segretario Generale Nazionale Pasquale De Vita ha richiamato l’urgenza di affrontare in modo strutturale la crisi di attrattività delle Forze Armate, sottolineando come i segnali di sofferenza negli arruolamenti e nella tenuta dei reparti stiano già producendo effetti concreti sulla continuità operativa e sull’efficienza dello strumento militare.

Clicca qui per vedere l’intervento del S.G.N. De Vita.

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