Visita la pagina Facebook di NSM

Dietro ogni attività addestrativa delle Forze Armate si nasconde un livello di rischio spesso poco percepito dall’opinione pubblica. Anche durante esercitazioni considerate ordinarie, come quelle dedicate al lancio di granate, i militari operano a stretto contatto con ordigni esplosivi, procedure ad alta intensità e margini d’errore ridottissimi.

Episodi come quello avvenuto al poligono di Saumont ricordano come il personale militare italiano affronti quotidianamente situazioni potenzialmente pericolose anche lontano dai teatri operativi, nell’ambito di attività indispensabili per garantire preparazione, prontezza e capacità operative delle unità dell’Esercito.NSM   è  ANCHE  SU   WHATSAPP  E  SU  TELEGRAM

Mercoledì 20 maggio, presso il poligono militare di Saumont, ad Aosta, area addestrativa del Centro Addestramento Alpino dell’Esercito Italiano, durante un’attività esercitativa con l’impiego di granate da guerra,  un’allieva militare e il suo istruttore sono rimasti feriti in seguito all’esplosione accidentale di un ordigno.

Secondo le prime ricostruzioni, riportate da La Stampa e da La Repubblica, l’allieva — impegnata in un modulo addestrativo destinato alla formazione degli alpini — avrebbe perso il controllo della granata pochi istanti dopo aver rimosso la spoletta. L’ordigno sarebbe quindi caduto a terra senza che la donna riuscisse a recuperarlo o a completare il lancio previsto dalla procedura.

L’istruttore presente accanto alla giovane si sarebbe immediatamente reso conto del pericolo imminente, intervenendo nel tentativo di mettere in sicurezza l’allieva e allontanarla dal punto dell’esplosione. La detonazione è avvenuta pochi secondi dopo, mentre i due militari si trovavano a brevissima distanza dall’ordigno.

Entrambi sono stati colpiti dalle schegge riportando ferite principalmente al volto e agli occhi. L’allieva, considerata la più grave tra i due, è stata sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza per lesioni oculari ed è ricoverata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale regionale “Umberto Parini” di Aosta. Non sarebbe in pericolo di vita, ma la prognosi resta riservata in attesa di valutare eventuali conseguenze permanenti.

Anche l’istruttore è stato operato per ferite a un occhio e avrebbe riportato inoltre una frattura a un piede causata da una scheggia che ha perforato l’anfibio. Le sue condizioni risultano meno gravi.

Sul posto sono intervenuti rapidamente i sanitari del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri. L’area è stata messa in sicurezza mentre la polizia militare ha avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente. Gli esiti dell’indagine saranno trasmessi alla procura militare competente.

In una nota, la Scuola Militare Alpina ha confermato che l’episodio è avvenuto nel corso di una regolare esercitazione addestrativa, sottolineando che sono state immediatamente attivate tutte le procedure previste dai protocolli di sicurezza e verifica interna.

Condivisione
errore: Ci dispiace, il copia e incolla è disabilitato !!