Friburgo (Svizzera) – Continua il periodo critico per l’Esercito svizzero. Dopo i recenti episodi a Lenzburg – dove un sergente avrebbe gettato un gatto su soldati addormentati e una recluta femmina sarebbe stata picchiata da una superiore, emerge ora un nuovo caso di molestie sessuali in un reparto logistico del Cantone di Friburgo.
Il fatto risale al 2023 e riguarda una squadra di autisti volontari della scuola reclute di un centro logistico nel Cantone di Friburgo, composta da giovani ventenni: l’aggressore e la vittima hanno entrambi 20 anni e la recluta era l’unica donna nel gruppo. Durante un turno di guida su un veicolo militare – a velocità compresa tra i 50 e gli 80 km/h – l’uomo ha ripetutamente invitato la collega a compiere atti sessuali.
Inizialmente lei avrebbe acconsentito a essere toccata nelle parti intime, ma al momento della richiesta di un rapporto orale – e della registrazione al telefonino – si è rifiutata opponendo resistenza. Il video girato senza consenso, contrariamente a quanto pattuito, è stato condiviso nella chat di gruppo degli autisti. La ragazza, pur reagendo inizialmente con ironia davanti ai commilitoni, ha dichiarato in sede d’interrogatorio di essersi sentita «profondamente umiliata». Il tribunale militare ha condannato l’aggressore a una pena detentiva sospesa, a una multa sospesa con la condizionale, e gli ha imposto di risarcire la vittima con 1.000 franchi svizzeri.
Una criticità sistemica
Il caso si inserisce in un contesto più ampio: un sondaggio del 2023 condotto all’interno dell’Esercito evidenzia che quasi il 50 % dei militari intervistati ha subito “violenza sessualizzata” (verbale, non verbale o fisica) durante il servizio. In particolare, l’81 % ha segnalato battute sessiste frequenti, e molte vittime — soprattutto donne — hanno dichiarato di non avere fiducia nei superiori o non sapere a chi rivolgersi. Per rispondere al fenomeno, l’Esercito ha fatto sapere che rafforzerà il sistema di segnalazione rapido e diretto per casi disciplinari di discriminazione e violenza sessualizzata.
Perché è importante
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Visibilità: Il fatto coinvolge una recluta donna in un contesto ancora prevalentemente maschile, sollevando interrogativi sulle condizioni e sulla tutela delle donne nell’Esercito.
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Reputazione istituzionale: Accade in un periodo in cui l’Esercito svizzero è già sotto osservazione per più episodi interni gravi (come quello di Lenzburg).
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Previsto un cambiamento culturale: Il dato della mediazione — circa 850 segnalazioni in tre anni — mostra che il problema non è isolato.