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Il 37° Stormo di Trapani Birgi cambia pelle. Dopo decenni di storia con F-104, F-16 ed Eurofighter, la base diventerà il secondo polo mondiale per l’addestramento dei piloti di F-35, gemello della Luke Air Force Base in Arizona.

Una scelta strategica che rilancia la Sicilia occidentale nello scacchiere internazionale, ma che divide l’opinione pubblica: c’è chi intravede opportunità di sviluppo economico e chi, invece, teme nuove forme di militarizzazione e ricadute negative sul turismo.

Il progetto, deciso da NATO, USA e governo italiano senza alcun dibattito pubblico, prevederebbe un raddoppio del personale – da 2.000 a 4.000 unità – e investimenti stimati in 200 milioni di euro. Previsti anche lavori di ammodernamento sulla pista dell’aeroporto civile Vincenzo Florio, con probabili riflessi sul traffico passeggeri. Intanto proprio in ambito civile, Ryanair annuncia il ritorno a Birgi con una base dedicata e due aeromobili, per un potenziale di 1,5 milioni di passeggeri l’anno: un tassello chiave nel rilancio dello scalo.

Se a Trapani si guarda al futuro con investimenti e nuove missioni, a Frosinone – denuncia il Sindacato militare SIAM, il clima è di incertezza. Il 72° Stormo, punto di riferimento per l’addestramento su elicottero, è destinato a trasferirsi a Viterbo a partire dal 15 gennaio 2026. L’operazione avverrà per fasi: entro il 2027 sarà completato il passaggio delle attività manutentive e nel 2028 si valuterà la chiusura definitiva della base ciociara.

Il sindacato Siam denuncia però ritardi, scarsa chiarezza e mancanza di interlocuzione con lo Stato Maggiore dell’Aeronautica. Il personale – sottolinea il segretario nazionale del SIAM Alfio Messina – non ha ancora certezze sul proprio futuro professionale e familiare. Una situazione che rischia di trasformare un trasferimento programmato in una frattura con le comunità locali e con gli stessi militari coinvolti.

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