Il SIULM Aeronautica esprime profondo disappunto e forte preoccupazione per i contenuti della recente direttiva applicativa relativa al riconoscimento dei benefici combattentistici.
Dalla lettura del provvedimento emerge infatti un’impostazione che, di fatto, limita l’attribuzione dei benefici esclusivamente al personale dirigente, escludendo il personale non dirigente. Una scelta che appare incomprensibile e profondamente ingiusta se rapportata alla realtà operativa delle Forze Armate. NSM è ANCHE SU WHATSAPP
Infatti i militari non dirigenti che volessero proporre ricorso ci contattino in quanto il SIULM è disponibile a curarne la proposta in modo collettivo.
I militari non dirigenti operano negli stessi teatri operativi, negli stessi contesti di rischio e nelle stesse condizioni ambientali dei dirigenti. Condividono gli stessi pericoli, le stesse responsabilità operative e gli stessi sacrifici personali e familiari. Eppure, alla luce di questa interpretazione amministrativa, sembrerebbe che il loro servizio non meriti lo stesso riconoscimento.
Il problema non è soltanto tecnico o amministrativo. È prima di tutto una questione di equità, dignità e rispetto per il personale militare.
I benefici combattentistici nascono storicamente per riconoscere il servizio prestato in contesti particolarmente gravosi e rischiosi per la Nazione. Il loro spirito originario non era certamente quello di creare distinzioni tra chi comanda e chi esegue, ma di riconoscere il sacrificio di chi serve lo Stato in condizioni eccezionali.
Oggi, invece, ci troviamo di fronte a una interpretazione che produce un effetto paradossale: due militari che operano nello stesso teatro operativo, nella stessa missione e sotto gli stessi rischi, vengono trattati in maniera diversa esclusivamente in base al loro status giuridico.
Una simile impostazione rischia di trasmettere un messaggio estremamente pericoloso: che il valore del servizio e del sacrificio possa essere graduato in base al ruolo ricoperto.
Per il SIULM Aeronautica questo principio è semplicemente inaccettabile.
Il personale non dirigente rappresenta la spina dorsale operativa delle Forze Armate. Sono uomini e donne che quotidianamente garantiscono il funzionamento delle missioni, delle operazioni e dei sistemi che permettono alla Difesa di operare in Italia e all’estero.
Escludere proprio questo personale da benefici che nascono per riconoscere il servizio in contesti operativi particolari significa creare una frattura evidente nel principio di equità che dovrebbe caratterizzare l’ordinamento militare.
Il SIULM Aeronautica ritiene quindi necessario un immediato riesame della direttiva e chiede che venga individuata una soluzione normativa o amministrativa che consenta di estendere i benefici combattentistici anche al personale non dirigente, evitando disparità che non trovano alcuna giustificazione né sul piano morale né su quello operativo.
Il sacrificio di chi serve lo Stato non può essere diviso in categorie.
Quando un militare opera in territori complessi, in contesti di rischio o in missioni particolarmente gravose, lo fa con la stessa divisa e con lo stesso giuramento, indipendentemente dal grado che porta sulle spalle.
Ed è proprio da questo principio che bisogna ripartire: la divisa ci unisce, anche nei diritti.
SIULM AERONAUTICA