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  25 novembre 2025 1° Lgt. in pensione Antonio Pistillo

Domanda Buongiorno, sono il 1° Lgt. OMISSIS. Ho letto vari articoli relativi agli aumenti contrattuali del triennio 2025-2027 che evidenziano che ci sarà un maggiore beneficio economico rispetto al precedente contratto, ma non riesco a comprendere come sia possibile visto che il prossimo aumento mensile sarà inferiore a quello precedente.

Riposta Come si è avuto modo di anticipare con diversi articoli, l’articolo 19 della Legge di Bilancio 2025 ha disposto uno stanziamento, per gli oneri del rinnovo contrattuale del pubblico impiego del triennio, pari a 1,755 miliardi per l’anno 2025, 3,550 miliardi per l’anno 2026 e 5,550 miliardi a decorrere dall’anno 2027. Un cambiamento epocale dopo un decennio di rinnovi contrattuali arrivati fuori tempo massimo in quanto le leggi di bilancio destinavano col contagocce le risorse per i primi due anni del triennio e solo nell’ultimo stanziavano quelle sufficienti per il rinnovo, mentre con l’anticipazione dello stanziamento lo scenario cambia completamente poiché permetterà di iniziare la trattativa con largo anticipo.

In teoria sarebbe possibile, contrariamente a quanto avvenuto fino ad oggi in cui gli effetti del contratto si vedevano in busta oltre la scadenza del triennio (vedi quello 2022-2024 adeguato nel 2025), trovare un accordo entro l’anno e aumentare gli stipendi già nel 2026.

Infatti, l’Aran ha già approvato l’accertamento della rappresentatività sindacale per il 2025- 2027 che è l’atto che costituisce il presupposto formale per l’apertura della nuova tornata di contrattazione del pubblico impiego e dichiarato, in una nota, che la nuova fase di trattative sarà avviata a dicembre col comparto delle Funzioni centrali che, di solito, fa da apripista alla contrattazione pubblica.

L’anticipazione degli stanziamenti per l’adeguamento dei contratti è un’innovazione radicale che porterà maggiori benefici per i lavoratori del pubblico impiego. Gli incrementi stipendiali seguiranno una progressione scandita per anno, quindi una continuità di indicizzazione degli stipendi all’inflazione e nello stesso tempo assicureranno nel biennio un maggiore beneficio economico a differenza del passato, quando per i primi due anni del contratto gli arretrati erano nulli come successo, per esempio, per il periodo 2022-2023.

Con l’esempio a seguire, di un sottufficiale al grado apicale, si semplifica questo concetto, quantificando la somma complessivamente corrisposta per il biennio 2022-2023 e la stima di quanto sarà attribuito per il 2025-2026 in base alle risorse messe in campo.

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