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 Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 5 febbraio, ha approvato un nuovo decreto recante misure urgenti in materia di ordine pubblico, che intervengono su diversi ambiti, tra cui la gestione delle manifestazioni, l’uso di armi bianche, la violenza minorile e l’immigrazione. Tuttavia, in maniera del tutto inaspettata, il provvedimento non include tra le tutele previste il personale delle Forze Armate, nonostante il loro costante impiego in attività di sicurezza nazionale, spesso svolte in concorso con le Forze di polizia. SEGUI NSM SU WHATSAPP

USMIA Esercito e Marina prendono atto delle iniziative normative volte a migliorare le condizioni operative e le tutele del personale impiegato nei servizi di sicurezza, lo schema di decreto-legge non contempla in modo adeguato il personale delle Forze Armate, che da anni partecipa a operazioni di sicurezza sia a livello nazionale sia europeo.

Si tratta di attività quali l’operazione “Strade Sicure”, “Milano-Cortina”, “Terra dei Fuochi” e “Stazioni Sicure” che vede impegnato il personale dell’Esercito. L’operazione “Mare Sicuro”, svolta dal personale della Marina, nonché le funzioni di polizia marittima e di soccorso in mare attribuite al personale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera. Tali attività, espletate anche dal personale delle Forze Armate, sono essenziali per garantire la sicurezza del Paese.

Pare, purtroppo che il sistema sicurezza venga ancora dimenticato come unicum interforze, dove la politica dovrebbe riconoscere a tutte le forze che operano per il benessere e la protezione dei cittadini dovrebbero godere delle stesse tutele. Le forze armate non sono equamente riconosciute in quanto parte integrante di operazioni di sicurezza nazionale e internazionale.

In tale contesto, appare doveroso richiamare l’attenzione anche sul lavoro del personale militare impiegato presso il carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, che svolge delicate funzioni di sorveglianza e vigilanza su una particolare popolazione detenuta, pur rimanendo privo del riconoscimento formale della qualifica di pubblico ufficiale. USMIA ha già avanzato formale richiesta in tal senso, chiedendo il riconoscimento della qualifica di pubblico ufficiale per i militari, con priorità per il personale impiegato nelle strutture detentive militari.

Con riferimento alla proposta normativa concernente l’annotazione preliminare ex art. 335 c.p.p. e l’introduzione del nuovo art. 335-quinquies, USMIA ritiene che, sebbene l’intento dichiarato sia quello di limitare gli effetti derivanti dall’iscrizione nel registro degli indagati per il personale delle Forze di polizia coinvolto in fatti connessi al servizio, non vi sia una reale incidenza sulle tutele legali, professionali ed economiche. L’interessato, infatti, sarà comunque tenuto a nominare un difensore e a sostenere i relativi oneri.

In questo quadro, USMIA Esercito e Marina ritengono imprescindibile che le tutele di natura giuridica, professionale ed economica siano applicate in maniera omogenea ed equitativa a tutto il personale impegnato in attività di sicurezza e di polizia, a fronte di responsabilità operative analoghe.

Ulteriore elemento di forte preoccupazione riguarda il reclutamento e il trattamento economico del personale volontario. In assenza di un adeguamento del trattamento economico dei militari, vi è il concreto rischio che l’annunciato arruolamento di 12.000 Carabinieri ausiliari possa indebolire il sistema di reclutamento delle Forze Armate, compromettendo l’equilibrio delineato dalla legge 5 agosto 2022, n. 119, finalizzata a garantire un modello sostenibile di reclutamento. In tale scenario, le Forze di polizia, grazie a condizioni economiche più favorevoli, rischiano di attrarre la quasi totalità dei giovani interessati al servizio in uniforme, riducendo sensibilmente il bacino di reclutamento delle Forze Armate.

Per queste ragioni, USMIA Esercito e Marina chiedono:

•         l’estensione delle tutele normative previste per le Forze di polizia anche al personale dell’Esercito, della Marina e del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera impiegato in attività di sicurezza e di polizia analoghe;

•         il riconoscimento della qualifica di pubblico ufficiale per i militari, con priorità per il personale in servizio presso il carcere militare di Santa Maria Capua Vetere;

•         un intervento sul trattamento economico del personale volontario, al fine di garantire l’equilibrio e la sostenibilità del sistema di reclutamento delle Forze Armate.

USMIA Esercito e Marina chiedono infine l’apertura di un confronto istituzionale con il Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto, e con il Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Giorgia Meloni, per approfondire le tematiche sollevate e individuare soluzioni normative eque e adeguate alle esigenze del personale delle Forze Armate, in relazione alle analoghe responsabilità di servizio svolte dalle Forze di polizia.

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