È stata pubblicata la direttiva CUSI-ITA-MM-007 – Edizione 2026, un documento tecnico-amministrativo che introduce importanti novità nella gestione degli stipendi del personale della Marina Militare e del Corpo delle Capitanerie di Porto.
Il provvedimento si inserisce in un processo più ampio di riforma del sistema retributivo della Difesa, già avviato negli anni precedenti, e rappresenta uno dei passaggi conclusivi verso un modello completamente centralizzato.NSM è ANCHE SU WHATSAPP E SU TELEGRAM
Cos’è la direttiva e cosa disciplina
La direttiva costituisce una guida operativa dettagliata che definisce le modalità di gestione del trattamento economico del personale militare. In particolare, regola:
- il pagamento delle competenze fisse e continuative (stipendio base),
- la gestione delle indennità accessorie,
- le variazioni stipendiali legate alla carriera o al servizio,
- i flussi amministrativi e comunicativi tra enti.
Non interviene sugli importi degli stipendi, ma sul sistema che li governa, rendendolo più uniforme e controllato.
Il cambiamento principale: centralizzazione al CUSI
Il cuore della direttiva è il passaggio definitivo della gestione stipendiale al Centro Unico Stipendiale Interforze (CUSI), operativo dal 27 aprile 2026.
Questo significa che il CUSI diventa il soggetto centrale per:
- il trattamento economico fisso e continuativo,
- la maggior parte delle indennità,
- la gestione amministrativa degli atti stipendiali.
Restano esclusi il trattamento economico del personale civile della Difesa ed il trattamento economico eventuale del personale militare corrisposto tramite cedolino militare (trattamento economico di missione, trattamento economico di trasferimento, generi di conforto, interventi assistenziali/elevazione culturale), la cui competenza e responsabilità resta in capo alla Forza Armata Marina (MARIDIRAM).
Un processo iniziato anni fa
L’articolo di riferimento evidenzia come questa direttiva non sia un intervento isolato, ma l’ultimo step di un percorso già avviato.
Infatti, il processo di accentramento:
- è iniziato nel 2023, con il passaggio al CUSI del personale in servizio temporaneo,
- è proseguito nel 2024, ampliando le categorie coinvolte,
- è stato esteso nel 2025, includendo ulteriori ruoli,
- trova nel 2026 una fase decisiva con il completamento per gran parte del personale.
L’obiettivo finale è arrivare a una gestione unica per tutte le Forze Armate (con esclusione dell’Arma dei Carabinieri).
Perché viene introdotto questo sistema
La riforma nasce da esigenze concrete di modernizzazione e razionalizzazione.
Le principali finalità sono:
- semplificare le procedure amministrative,
- ridurre errori e disallineamenti nei pagamenti,
- uniformare la gestione tra Esercito, Marina e Aeronautica,
- migliorare l’efficienza grazie all’integrazione digitale.
Il CUSI, infatti, è l’organo della Difesa che coordina l’intero sistema stipendiale e funge da collegamento con NoiPA e gli altri enti coinvolti.
Come funziona il nuovo modello organizzativo
Il sistema definito dalla direttiva si basa su una struttura integrata:
- CUSI: coordina e gestisce il trattamento economico del personale militare;
- NoiPA (MEF): elabora i cedolini e paga materialmente gli stipendi;
- Enti periferici (EDR): trasmettono i dati amministrativi e le variazioni;
- Forze Armate (es. MARIDIRAM): mantengono alcune competenze residue.
Questo modello crea una filiera unica e più controllata, dove ogni passaggio è tracciato.
Digitalizzazione e assistenza al personale
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la digitalizzazione del sistema.
Oltre all’uso di piattaforme come GestipWeb e Unificato Web, il processo di riforma ha portato anche allo sviluppo di nuovi strumenti di supporto, come:
- sistemi di assistenza digitale dedicati al personale,
- servizi online per segnalazioni e richieste stipendiali,
- piattaforme integrate per la gestione dei dati.
Tra questi, è stato introdotto un servizio di assistenza stipendiale interforze che consente ai militari di ottenere supporto diretto sulle problematiche economiche, proprio in funzione del nuovo modello centralizzato.
Impatto sul personale militare
Dal punto di vista pratico, la direttiva comporta effetti soprattutto organizzativi, ma con ricadute concrete sulla vita del personale.
I principali benefici attesi sono:
- maggiore trasparenza nei cedolini,
- tempi più rapidi nelle variazioni economiche,
- un unico punto di riferimento per problemi stipendiali.
Allo stesso tempo, aumenta l’importanza della corretta trasmissione dei dati da parte degli enti amministrativi, da cui dipende la regolarità dei pagamenti.
Conclusione
La direttiva CUSI 2026 rappresenta un passaggio decisivo nella trasformazione del sistema stipendiale della Difesa.
Non modifica gli stipendi in sé, ma cambia profondamente il modo in cui vengono gestiti, introducendo un modello centralizzato, digitale e interforze.
Un’evoluzione che punta a rendere il sistema più efficiente, uniforme e trasparente, accompagnando la pubblica amministrazione militare verso una gestione sempre più moderna e integrata.
Allegati
USIM