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Erik Pettavino, 30 anni, militare del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, rimasto coinvolto in un incidente in servizio, mentre svolgeva attività addestrativa in alta montagna. Originario di Limone Piemonte (CN), Pettavino è in condizioni disperate e lotta tra la vita e la morte.

L’incidente durante l’addestramento in Valtellina

L’incidente è avvenuto venerdì 6 febbraio 2026, poco prima di mezzogiorno, nei pressi di Crocetta del Cardine, sopra la diga di Montespluga nel comune di Madesimo (Sondrio), in un’area ad alta quota dove il grado di pericolo valanghe era segnalato come “marcato” (livello 3 su 5).

Pettavino stava partecipando a un’esercitazione insieme a un collega di 27 anni, anch’egli appartenente al Soccorso Alpino della Guardia di Finanza. All’improvviso una massa di neve si è staccata dal pendio e ha travolto entrambi. Il collega è stato solo sfiorato dalla valanga ed è riuscito subito a lanciare l’allarme, mentre Pettavino è stato completamente sepolto dalla neve e ha riportato traumi gravissimi.SEGUI NSM SU WHATSAPP

I soccorsi sono intervenuti rapidamente con squadre del Soccorso Alpino di Madesimo, vigili del fuoco, carabinieri di Chiavenna e mezzi di elisoccorso decollati da Caiolo e Bergamo. Pettavino è stato recuperato e trasportato d’urgenza in elicottero all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Il ricovero e la diffusione di notizie della sua morte.

Inizialmente in rete si erano diffuse voci sulla morte del giovane finanziere, Anche noi di NSM , purtroppo , avevamo appreso dell’esito infausto, ma un comunicato della Guardia di Finanza, diffuso ieri, ha riacceso le speranze.

Il comando provinciale della Guardia di Finanza lombarda«Si stanno diffondendo a livello nazionale notizie sulla presunta morte del giovane finanziere coinvolto nei giorni scorsi in una valanga durante un’attività in montagna . Tuttavia, secondo fonti sanitarie e istituzionali qualificate, al momento non risulta alcuna dichiarazione ufficiale di decesso». «Il militare – si legge –  è ricoverato in condizioni gravissime e i medici stanno continuando a mantenere attivi i protocolli di rianimazione e monitoraggio intensivo. Dal punto di vista medico-legale, l’eventuale morte può essere certificata solo al termine di specifici accertamenti clinici, effettuati secondo procedure rigorose e formalizzate».

All’ospedale Papa Giovanni XXIII i medici hanno riscontrato ferite e traumi così gravi da rendere necessario il ricorso a trattamenti intensivi molto avanzati, tra cui l’ECMO — una procedura di circolazione extracorporea che supporta temporaneamente cuore e polmoni nei casi più critici. .

Un servitore della montagna

Erik Pettavino è molto conosciuto e apprezzato nella sua comunità di Limone Piemonte, sia per la sua professione sia per la sua passione per la montagna e la vita all’aria aperta. Amante dello sport e dell’alpinismo, ha scelto di dedicare la sua vita al soccorso in ambiente alpino, un’attività che unisce competenze tecniche elevate, impegno fisico costante e un forte spirito di servizio verso gli altri.

Il suo lavoro nel Soccorso Alpino della Guardia di Finanza lo ha visto operare quotidianamente in condizioni difficili e rischiose, presidio fondamentale per la sicurezza in montagna. Il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza è una specializzazione all’interno del Corpo che si occupa non solo di interventi di emergenza ma anche di addestramento e prevenzione in ambiente alpino, e richiede impegno, formazione continua e grande professionalità.

La tragedia di Pettavino ricorda il rischio costante che affrontano quotidianamente i soccorritori alpini e militari impegnati nei servizi di emergenza in montagna: una missione di grande valore, spesso svolta in condizioni estreme, dove il confine tra addestramento e pericolo reale può essere sottile.

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