Tornatore: «La giustizia militare non va soppressa. Anzi…»

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E’ successo che un maresciallo dell’Esercito è stato citato in giudizio con l’accusa di aver piazzato delle microcamere nascoste in due spogliatoi di una palazzina adibita al personale militare femminile e di averne piazzate un paio anche nei singoli alloggi delle soldatesse. Come se non bastasse, il maresciallo è accusato anche di aver sottratto dagli alloggi di tre soldatesse – nei quali si introduceva clandestinamente – la loro biancheria.

Ora dovrà presentarsi davanti ai giudici. Ma a giudicarlo non sarà un tribunale ordinario, ma quello militare. Sì, perché esiste una giustizia e un sistema penitenziario parallelo. Ha le sue carceri, la sua amministrazione penitenziaria, i suoi tribunali, magistrati e Consiglio superiore della magistratura annesso. Ad occuparsi di tutta l’organizzazione non è però il ministro della Giustizia, ma quello della Difesa.

Parliamo della giustizia militare in tempo di pace che da molti anni attende di essere riformata. I corpi militari hanno un loro organo di autocontrollo, il Consiglio della magistratura militare ( Cmm) – equivalente del Consiglio superiore della magistratura ( Csm). Il Cmm. è, infatti, competente a deliberare su ogni provvedimento di stato riguardante i magistrati militari e su ogni altra ma-È teria ad esso devoluta dalla legge. Leggi tutto, clicca QUI

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