Il radar per lo spazio profondo della U.S.A. Space Force ha raggiunto un traguardo importante nelle ultime settimane, utilizzando sette delle sue antenne per tracciare diversi satelliti in orbita da un sito in Australia.
La Deep Space Advanced Radar Capability (DARC) è attualmente in fase di sviluppo da parte di Northrop Grumman, con l’obiettivo di rilevare e monitorare l’attività nell’orbita geosincrona, dai detriti spaziali a potenziali minacce ostili in grado di danneggiare satelliti statunitensi o alleati.
Da quanto si apprende da Defence News, il sistema terrestre dovrebbe entrare pienamente in funzione entro il 2027 ed è il primo di tre radar che gli Stati Uniti stanno realizzando nell’ambito di una collaborazione con Australia e Regno Unito, finalizzata a migliorare la capacità di sorveglianza spaziale.
La recente dimostrazione rientra nella fase di integrazione e collaudo del DARC, iniziata nelle ultime settimane. Il radar sarà dotato di 27 antenne paraboliche per monitorare le attività nello spazio profondo. Kevin Giammo, direttore della sorveglianza spaziale e dell’intelligence ambientale presso Northrop, ha dichiarato a Defense News che la possibilità di utilizzare un sottoinsieme delle antenne dimostra la solidità del progetto, pronto per essere ampliato.
«Ciascuna di queste parabole ha una certa autonomia operativa, ma quando funzionano insieme come un array, si ottiene l’equivalente di un radar molto grande, con capacità straordinarie», ha spiegato Giammo.
Con il proseguimento della campagna di test, il programma continuerà a incrementare il numero di antenne utilizzate, rendendo le osservazioni sempre più precise e costanti.
Parallelamente allo sviluppo del primo radar DARC, Northrop ha avviato i lavori per il secondo sistema, che sarà installato nel Regno Unito. L’azienda ha ricevuto lo scorso anno un contratto da 200 milioni di dollari per il DARC 2.
La Space Force sta attualmente collaborando con il governo britannico per completare le valutazioni ambientali e le altre procedure necessarie prima dell’avvio dei lavori di costruzione. Giammo ha spiegato che il completamento di queste attività determinerà il calendario di Northrop per la produzione e consegna del radar.
«Stiamo lavorando per ottimizzare i tempi di realizzazione delle varie fasi, in base all’andamento del coordinamento tra i governi», ha affermato. «Abbiamo già fatto molto, ma c’è ancora molto lavoro da fare».
Northrop potrà fare leva sull’esperienza acquisita con il primo radar per accelerare la costruzione del secondo e, successivamente, del terzo sistema. Giammo ha sottolineato che potrebbero esserci alcune differenze progettuali tra i radar, e che l’azienda sta collaborando con la Space Force per definire le modifiche necessarie per l’impianto del Regno Unito.
«Si tratta di realizzare siti simili in località diverse, quindi ci sarà sempre qualche elemento unico», ha concluso.
La richiesta di bilancio base della Space Force per l’anno fiscale 2026 non prevede fondi specifici per il DARC, anche se il servizio ha dichiarato di voler utilizzare 281 milioni di dollari provenienti dal disegno di legge di riconciliazione da 150 miliardi approvato dal Congresso per finanziare l’iniziativa.