Sottufficiale della Marina, 24 anni, in coma da otto mesi, la denuncia del papà

Parla il papà di Davide: la sanità italiana che non funziona

«La vita per me e per i miei cari è finita il 20 settembre quando, dopo l’incidente con la moto e quel maledetto intervento chirurgico, ci hanno ridato nostro figlio in queste condizioni». Carmine De Maglie è il papà di Davide, il ragazzo manduriano di 24 anni, sottufficiale della Marina, vittima di una tragica caduta con la moto e di un presunto caso di malasanità, almeno secondo quanto sostengono i suoi genitori che hanno presentato una querela nei confronti di chi lo ha operato alla colonna vertebrale.

A distanza di otto mesi dal quel buco nero che ha inghiottito la loro esistenza e quella di Davide (ancora in coma in una clinica austriaca specializzata nei risvegli), il 55enne manduriano ha deciso di parlare per sfogare la sua rabbia e parlare del dolore e della sofferenza «che solo l’amore per mio figlio Davide – dice -, io con mia moglie Rosi e mia figlia Silvia andiamo avanti».

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