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Il 23 settembre parte il confronto sulla previdenza dei militari. SIULM Aeronautica chiede previdenza dedicata per chi è vicino alla pensione e previdenza complementare per i più giovani

La previdenza dei militari torna al centro del confronto con il Governo. Il 23 settembre si aprirà il tavolo previsto dagli impegni assunti con il rinnovo del contratto 2025-2027. Per il SIULM Aeronautica è il momento di affrontare un problema rimasto aperto per oltre trent’anni, con risposte diverse per chi è vicino alla pensione e per le nuove generazioni.

Lo Stato Maggiore della Difesa ha infatti convocato le Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari per una riunione con gli Uffici di diretta collaborazione del Ministro della Difesa. Il confronto dovrà individuare soluzioni previdenziali commisurate alla specificità delle Forze Armate e delle Forze di Polizia. È quanto prevede espressamente l’impegno assunto dal Governo.

Previdenza militari e specificità

Per il SIULM Aeronautica, la specificità deve essere il punto di partenza. La professione militare comporta obblighi, limitazioni, rischi e una disponibilità al servizio che accompagnano il personale durante tutta la carriera. Queste caratteristiche, però, devono trovare un riconoscimento anche quando il militare lascia il servizio. La specificità non può restare soltanto un principio: deve tradursi in tutele previdenziali concrete.

Da qui nasce la posizione che il SIULM Aeronautica porterà al tavolo. Le esigenze non sono uguali per tutti. Per questo servono due interventi: uno rivolto al personale più vicino alla pensione e uno destinato soprattutto alle generazioni più giovani.

Una previdenza dedicata per chi è vicino alla pensione

Per il personale prossimo alla quiescenza, il SIULM sostiene l’introduzione di una previdenza dedicata. La proposta prevede, per la parte contributiva della pensione, l’applicazione del coefficiente di trasformazione corrispondente a un’età anagrafica superiore di cinque anni rispetto a quella posseduta al momento del pensionamento. Il meccanismo è semplice. Chi accede alla pensione a 60 anni avrebbe il coefficiente previsto per i 65 anni. Chi vi accede a 57 anni avrebbe quello previsto per i 62. Questo intervento non modifica l’età pensionabile né i requisiti per lasciare il servizio. Agisce, invece, sul calcolo della pensione.

Previdenza complementare per le nuove generazioni

Per i militari più giovani il problema è diverso. In questo caso, secondo il SIULM Aeronautica, occorre attivare finalmente la previdenza complementare, prevedendo anche un adeguato contributo a carico dell’Amministrazione. La questione nasce con la riforma previdenziale del 1995. La legge n. 335 ha ridefinito il sistema pensionistico e ha previsto anche lo sviluppo delle forme pensionistiche complementari, con l’obiettivo di garantire livelli aggiuntivi di copertura previdenziale.

Per il personale interessato, il tempo trascorso pesa. La mancata attivazione della previdenza complementare ha impedito di costruire negli anni una posizione alimentata anche dal contributo datoriale. Per il SIULM, quindi, questo elemento deve entrare nel confronto. Non si tratta soltanto di pensare alle pensioni future, ma anche di considerare il ritardo accumulato.

Tesone: «Dopo trent’anni è il momento di decidere»

«Il nostro obiettivo è lavorare insieme alle altre rappresentanze per arrivare finalmente a una soluzione concreta», afferma il Segretario Generale Nazionale del SIULM, Luigi Tesone. «Per chi è più vicino alla pensione proponiamo una previdenza dedicata, con l’applicazione di un coefficiente di trasformazione corrispondente a cinque anni in più rispetto all’età posseduta al momento del pensionamento. Per i più giovani, invece, bisogna attivare la previdenza complementare, prevedendo anche il contributo datoriale».

Tesone richiama poi il peso del tempo trascorso: «Non possiamo dimenticare che dal 1995 a oggi il personale non ha potuto beneficiare pienamente di un sistema complementare e del relativo contributo dell’Amministrazione. Sono anni che non possono semplicemente essere cancellati».

Il SIULM Aeronautica guarda quindi al tavolo del 23 settembre come a un passaggio importante. Ma chiede che al confronto seguano decisioni verificabili.

«La specificità deve produrre tutele concrete anche quando arriva il momento della pensione», conclude Tesone. «Ci auguriamo che non si tratti di un confronto destinato soltanto a rinviare le decisioni. Dopo oltre trent’anni di attesa, è il momento di passare dalle dichiarazioni alle soluzioni».

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