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Sigonella, Sicilia – 10 ottobre 1985. Per molti giovani militari, il nome Sigonella potrebbe sembrare solo una località tra le basi NATO, ma quella notte è un esempio storico di come disciplina, controllo operativo e sovranità nazionale possano fare la differenza in una crisi internazionale. Nei video a fondo pagina, i racconti di quel periodo.NSM è ANCHE SU WHATSAPP

Cosa accadde

Tutto iniziò il 7 ottobre 1985, quando un commando di quattro palestinesi del Fronte per la Liberazione della Palestina (FLP) dirottò la nave da crociera italiana Achille Lauro. A bordo vi erano oltre 500 persone, tra cui cittadini americani ed europei. Durante il dirottamento fu assassinato Leon Klinghoffer, cittadino statunitense paraplegico, il cui corpo venne gettato in mare.

Tre giorni dopo, il 10 ottobre 1985, i terroristi furono intercettati su un aereo diretto verso l’Italia. L’aereo fu costretto ad atterrare alla base NATO di Sigonella, dove erano presenti sia militari italiani che americani. Washington inviò sul posto forze speciali della Delta Force per arrestare i sospetti.

A Sigonella si arrivò a un vero confronto di forze: Carabinieri e militari italiani circondarono l’aereo, impedendo qualsiasi azione unilaterale americana. La tensione durò ore. Per la prima volta nella storia della Repubblica italiana, la sovranità nazionale fermò l’azione militare di un Paese alleato su territorio italiano.

Il Primo Ministro Bettino Craxi, intervenendo pubblicamente, dichiarò:

«Non possiamo accettare che forze straniere compiano azioni militari senza il nostro consenso sul suolo nazionale. La sovranità dell’Italia va difesa sempre, anche con gli alleati più stretti.»

Testimonianze dei militari presenti, come il tenente Giuseppe Gumina, ricordano quella notte come «un momento in cui disciplina e ordine hanno evitato che una crisi diplomatica degenerasse in uno scontro armato».

A 40 anni di distanza, Sigonella resta un esempio di equilibrio tra alleanze e sovranità nazionale. Alcuni aspetti della crisi ricordano sfide odierne: le tensioni tra Stati Uniti – Israele e Iran e le accuse di sostegno al terrorismo da parte di Teheran hanno spinto alcuni Paesi a negare basi o sorvoli per operazioni militari contro l’Iran. In Europa, Svizzera e Spagna hanno recentemente esercitato il loro diritto di neutralità, rifiutando l’utilizzo di spazi aerei o basi per missioni collegate al conflitto.

Allo stesso modo, la NATO ha risposto negativamente alle richieste di intervento diretto in Iran degli USA . Il Trattato del Nord Atlantico stabilisce che l’Articolo 5 entra in gioco solo in caso di attacco armato a uno Stato membro in Europa o Nord America. Tale attacco è considerato un’aggressione contro tutti i membri, che si impegnano a fornire assistenza «con l’azione che ritengono necessaria, compreso l’uso della forza armata». 

Sigonella non è solo storia: è un esempio concreto di come i militari possano proteggere la legge, la sicurezza e la sovranità nazionale, lezioni che rimangono attuali anche oggi in contesti internazionali molto complessi.

DI SEGUITO IL RACCONTO DI CHI HA VISSUTO DIRETTAMENTE QUELLA VICENDA

LA STORIA

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