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SIAMO: CIRCOLARE SUI TRASFERIMENTI 2024. GRANDE DELUSIONE

Avevamo atteso con fiducia l’uscita della circolare sui trasferimenti dopo le aperture dello Stato Maggiore dell’Esercito alle nostre proposte fatte durante gli incontri dello scorso anno e a seguito dei briefing pubblicati e mostrati a tutto il personale nelle settimane precedenti la pubblicazione dell’attesa circolare.

Amareggiati, riteniamo purtroppo disattese le molte aspettative del personale e complessivamente i criteri di equità e meritocrazia vantati per tutte le categorie; la mancata conciliazione – poi – tra le aspettative dei colleghi e la funzionalità della Forza Armata, ha creato una sensazione di diffuso malumore.

Dopo aver analizzato nel dettaglio la circolare sui trasferimenti 2024, il SIAMO Esercito non può che evidenziare le numerose criticità rilevate nelle modalità di trasferimento, malgrado ci siano comunque apprezzabili passi in avanti, che dimostrano il frutto del dialogo tra i sindacati e le istituzioni.

Eccessivi vincoli nei trasferimenti

Riteniamo quindi necessario dettagliare la diffusa sensazione di amarezza che interessa tutte le categorie. Consideriamo oramai inaccettabile un sistema che veda continue modifiche dei vincoli di presentazione della domanda ogni anno ed in cui l’assenza di molti degli incarichi specifici unito all’unicità di molti di essi, condizioni il personale, che prima risulta troppo giovane a causa degli obblighi di prima assegnazione, di permanenza nei reparti e dell’incarico specifico, alla presentazione della domanda esclusivamente dopo i 40 anni concorrendo tutti per incarichi di operatore informatico o tramat e penalizzando di fatto, il personale con questi incarichi.

Segnaliamo inoltre l’eccessiva penalizzazione del personale effettivo in reparti sotto organico, fino al paradosso per i tantissimi incarichi operativi unici, linfa di questo esercito, “ricompensati” con l’impossibilità di presentare domanda prima dei 40 anni per una sede diversa dell’unica esistente (vedasi genio ferrovieri, operatori forze speciali, cinofili, paracadutisti, ecc.)

Ancora condanne a vita

Nel quadro complessivo, già critico e complesso, disatteso persino quanto “promesso” ai briefing pre-lancio, in cui si era preannunciata la fine di un sistema che penalizzasse a vita il personale sospeso con l’annullamento dei punteggi a sfavore; invece, il personale continua a scontare una condanna a vita, per oltre 20 anni, prima di vedersi reintegrato “nella società”… un trattamento degno dei peggiori criminali.

Il S.I.A.M.O. Esercito, anche a seguito della recente conferma della rappresentatività, richiede un incontro urgente al Capo di Stato Maggiore e l’apertura di un tavolo tecnico con il Dipartimento Impiego del Personale, in cui dettagliare queste e tutte le altre incongruenze emerse dalla circolare sui trasferimenti 2024.

IL DIRETTIVO NAZIONALE
S.I.A.M.O. ESERCITO

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