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Il prossimo 25 marzo 2026, in IV Commissione Difesa verrà esaminato ( e votato) lo Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 41/2025, relativo all’acquisizione del Sistema satellitare ottico di III generazione 

Il nuovo sistema satellitare ottico di III generazione è fondamentale per l’Italia perchè andrà a rafforzare le capacità di osservazione e intelligence del nostro paese. Si tratta di un progetto centrale nella modernizzazione dello strumento militare e tecnologico nazionale.il programma ha il fine di sostituire l’OPTSAT 3000, satellite elettro-ottico in uso. Tale Sistema sarà composto da 2 satelliti con payload ottico ad altissima risoluzione e con prestazioni superiori all’assetto attualmente in operazione.NSM è ANCHE SU WHATSAPP

Il cuore del dossier è lo sviluppo di un sistema avanzato di osservazione della Terra tramite satelliti ottici ad altissima risoluzione. Questo tipo di infrastruttura consente di acquisire immagini dettagliate del territorio, con applicazioni sia militari sia civili.

Il sistema rientra nella logica dei moderni scenari operativi, sempre più basati su:

  • informazione tempestiva
  • superiorità tecnologica
  • integrazione tra domini (terra, mare, aria, spazio, cyber)

In questo contesto, il progetto rappresenta un passo verso una difesa fondata su dati e capacità autonome di analisi, consentendo attività di sorveglianza del territorio, monitoraggio di aree di crisi, supporto alle missioni militari.Queste capacità migliorano la consapevolezza situazionale (situational awareness), fondamentale nelle operazioni moderne.

Uno degli obiettivi principali è ridurre la dipendenza da altri Paesi per l’accesso a dati sensibili. Disporre di satelliti propri significherebbe avere il controllo diretto delle informazioni, una maggiore indipendenza decisionale e la protezione degli interessi nazionali, inoltre sarebbe utile per il monitoraggio ambientale, la gestione di disastri naturali e il controllo del territorio, rendendolo di fatto uno strumento dual-use (civile e militare).

Il progetto può generare un indotto su più regioni italiane e rafforzare la competitività internazionale del Paese, in quanto non pensato come tecnologia isolata, ma come parte di una rete più ampia di difesa e intelligence, inserendosi in una logica di interoperabilità con altri sistemi, di integrazione con programmi europei e NATO e di evoluzione verso architetture complesse (“sistema di sistemi”)

Il programma satellitare ottico di terza generazione rappresenta molto più di un semplice investimento tecnologico: è un’infrastruttura strategica che incide su sicurezza, economia e autonomia nazionale che rafforzerebbe la posizione dell’Italia nello spazio, un dominio ormai centrale per gli equilibri geopolitici e militari.

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