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Il Dipartimento Amministrativo del SUM, unitamente al Presidente Regione Lazio Francesco Azzarello, ha analizzato la Circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026, relativa all’adeguamento dei requisiti pensionistici per il personale del comparto Difesa e Sicurezza.
Dall’esame emerge un quadro che, pur confermando l’impianto generale del sistema, introduce incrementi significativi dei requisiti di accesso al pensionamento.
Per la pensione di anzianità, infatti, si registra un aumento del requisito:
• a 41 anni e 1 mese nel 2027
• a 41 anni e 3 mesi nel 2028
Analogamente, anche per la pensione di vecchiaia, pur restando invariati i limiti ordinamentali, è previsto un adeguamento dei tempi di accesso nei casi in cui non siano maturati i requisiti per l’anzianità.NSM è ANCHE SU WHATSAPP
Elemento di particolare rilievo è rappresentato dall’incremento aggiuntivo previsto per il comparto Difesa e Sicurezza, che si sommerà a quello legato alla speranza di vita, determinando di fatto un ulteriore irrigidimento dei requisiti pensionistici per il personale militare.
Tale previsione, se confermata senza adeguati correttivi, rischia di incidere in modo significativo su un comparto già caratterizzato da:
– elevata usura operativa;
– limitazioni ordinamentali;
– maggiore anzianità media di servizio rispetto ad altri settori pubblici.
Il SUM evidenzia inoltre come l’effettiva applicazione dell’incremento aggiuntivo sia subordinata all’emanazione di un DPCM, che dovrà individuare le professionalità eventualmente escluse o parzialmente tutelate.
Alla luce di ciò, il SUM ritiene indispensabile che:
– venga riconosciuta pienamente la specificità del servizio militare;
– siano introdotte tutele concrete per il personale più esposto;
– si garantisca equità rispetto agli altri comparti del pubblico impiego.
Il SUM continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione normativa, intervenendo nelle sedi competenti per la tutela dei diritti del personale.
La previdenza dei militari non può essere oggetto di interventi penalizzanti, ma deve rappresentare il giusto riconoscimento di una carriera al servizio dello Stato.
“Non possiamo dimenticare che su espresso quesito posto in occasione del primo incontro con le APCSM, il Ministro CROSETTO aveva fermamente affermato che l’innalzamento dei limiti d’età del personale militare non era nell’agenda del Governo. Ma si sa, le parole se le porta il vento – asserisce il presidente del S.U.M., Antonello ARABIA”.
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