In un momento cruciale per i fragili negoziati di pace sull’Ucraina, il Ministero della Difesa russo ha annunciato l’entrata in servizio attivo in Bielorussia del nuovo sistema missilistico “Oreshnik” (nome in codice NATO: SS-X-?), dotato di capacità nucleare. L’annuncio, confermato da un video di addestramento diffuso martedì, segna un’ulteriore escalation militare e una minaccia diretta alla sicurezza europea. Per comprendere il potenziale distruttivo del missile, guarda il video in calce all’articolo.
La dichiarazione di Mosca e i numeri della minaccia
La dichiarazione russa fa seguito alle anticipazioni del presidente bielorusso Alexander Lukashenko, che all’inizio del mese aveva annunciato l’arrivo dei sistemi, promettendo lo schieramento di fino a 10 lanciatori. Il presidente russo Vladimir Putin aveva già avvertito che l’Oreshnik, definito “inintercettabile” e in grado di raggiungere velocità di Mach 10, sarebbe diventato operativo entro fine anno.
Secondo i media di stato russi, le capacità del missile sarebbero tali da permettergli di:
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Raggiungere una base aerea in Polonia in 11 minuti.
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Colpire il quartier generale della NATO a Bruxelles in 17 minuti.
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Coprire una distanza massima di 5.000 km (3.100 miglia), con la caratteristica di non rivelare se trasporti una testata nucleare o convenzionale fino all’impatto.
Il contesto strategico: armi nucleari e trattati violati
Lo schieramento in Bielorussia, già base per decine di armi nucleari tattiche russe secondo Lukashenko, rappresenta una violazione de facto del trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces), abbandonato da USA e Russia nel 2019. Il trattato vietava proprio missili con gittata tra i 500 e i 5.500 km.
La mossa di Mosca appare come un tentativo di negoziare da una posizione di forza mentre le forze ucraine arretrano sul fronte. Putin ha recentemente affermato che, pur mantenendo il controllo operativo sugli Oreshnik, permetterà a Minsk di selezionare gli obiettivi, offrendo un’ulteriore copertura politica alle operazioni.
L’impatto sui negoziati di pace per l’Ucraina
L’annuncio arriva a pochi giorni dall’incontro tra il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy e il presidente americano Donald Trump in Florida, dove quest’ultimo ha parlato di un possibile accordo “più vicino che mai”. Tuttavia, le divisioni tra Mosca e Kiev rimangono abissali su ritiri militari e il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia.
La nuova dottrina nucleare russa del 2024, che estende l’ombrello protettivo alla Bielorussia e minaccia di considerare alcuni attacchi convenzionali come un casus belli nucleare, abbassa ulteriormente la soglia del rischio. L’invio dell’Oreshnik consolida la totale dipendenza militare di Minsk da Mosca, come denunciato dalla leader dell’opposizione bielorussa in esilio, Sviatlana Tsikhanouskaya.
Con l’Oreshnik ora operativo ai confini dell’Unione Europea, la corsa agli armamenti nell’Europa orientale entra in una nuova e pericolosa fase, mentre la diplomazia fatica a tenere il passo.