https://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snpen&id=./20240509/snpen@s10@a2024@n18355@tS.clean.pdf

La sentenza n. 461/2025 del Tribunale di Napoli rappresenta una svolta per migliaia di dipendenti pubblici — compresi quelli del comparto Sicurezza e Difesa — che potrebbero ora ottenere rimborsi consistenti per gli anni di anzianità non calcolati nella RIA (Retribuzione Individuale di Anzianità).

Il Tribunale ha condannato l’ente regionale al pagamento delle somme dovute a titolo di differenze retributive, oltre agli interessi legali maturati dalla data di maturazione dei singoli crediti. La decisione ha inoltre posto a carico dell’ente soccombente le spese legali e quelle relative alla consulenza tecnica. …” (cfr. TRIBUNALE DI NAPOLI, Sentenza n. 461/2025 del 21-01-2025) stabilendo che la RIA non poteva essere bloccata al 1990, come spesso avvenuto, ma deve comprendere tutta l’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1992.
Di conseguenza, chi ha lavorato in quegli anni ha diritto al riconoscimento degli scatti biennali e alle relative differenze retributive arretrate, spesso accumulate per decenni.

Cosa stabilisce davvero la sentenza 461/2025

La decisione afferma un principio chiaro:

➡️ Gli scatti biennali maturati fino al 31 dicembre 1992 devono essere riconosciuti in busta paga.

Molte amministrazioni avevano considerato valido un blocco anticipato al 1990, escludendo due anni fondamentali (1991–1992). In alcuni casi è stato escluso addirittura il biennio successivo all’assunzione.

La sentenza sancisce invece che:

  • la RIA maturata entro il 1992 è un diritto soggettivo pieno;

  • gli enti devono riconoscere tutti gli scatti biennali spettanti;

  • il dipendente ha diritto a arretrati, interessi e rivalutazione;

  • le amministrazioni sono tenute anche al pagamento delle spese legali.

Quali ANNI si possono recuperare

La sentenza permette di recuperare:

✔️ 1991 e 1992: gli anni spesso “cancellati” dalle amministrazioni

✔️ anni precedenti non riconosciuti correttamente, se utili alla ricostruzione della carriera

✔️ anni di servizio pre-ruolo, se valutati dalla normativa per la RIA

In molti casi si tratta di differenze retributive relative a oltre trent’anni di servizio, con possibili rimborsi che possono raggiungere cifre molto significative.

A quanto possono ammontare i rimborsi

Gli arretrati comprendono:

  • differenze retributive sugli scatti biennali mai pagati;

  • interessi legali maturati nel tempo;

  • rivalutazione monetaria;

  • quote contributive corrette (con effetti anche sulla pensione).

Il totale può essere molto rilevante, perché si tratta di voci maturate dal 1992 ad oggi.

In casi analoghi si è parlato di rimborsi decennali, maggiorazioni pensionistiche e differenze retributive cumulate per oltre trent’anni.

Perché la sentenza è importante anche per il COMPARTO SICUREZZA E DIFESA

La questione della RIA interessa non solo il personale civile della Pubblica Amministrazione, ma anche:

  • Forze dell’Ordine

  • Forze Armate

  • Vigili del Fuoco

  • Personale delle Capitanerie di Porto

  • Agenti e funzionari di Polizia Locale

Molti appartenenti a questi comparti:

  • hanno avuto ricostruzioni di carriera non aggiornate;

  • hanno svolto servizio prima della stabilizzazione;

  • si sono visti riconoscere erroneamente solo gli scatti fino al 1990.

Questa sentenza offre ora un appiglio solido per richiedere:

➡️ Riconoscimento della piena anzianità fino al 1992

➡️ Ricalcolo della RIA e della pensione

➡️ Rimborso degli arretrati con interessi

Per i comparti Sicurezza e Difesa, inoltre, la ricostruzione corretta può incidere anche sul trattamento di fine servizio e sui benefici pensionistici specifici.

Chi può richiedere i rimborsi

Possono ottenere gli arretrati:

  • dipendenti assunti prima del 1993;

  • lavoratori che hanno svolto periodi di servizio pre-ruolo;

  • personale stabilizzato o transitato di ruolo;

  • dipendenti in pensione, se il diritto non è prescritto;

  • eredi di dipendenti deceduti.

Ogni caso va analizzato nel dettaglio, ma la sentenza 461/2025 offre una base molto forte per ricorrere.


Implicazioni per la Pubblica Amministrazione

La decisione potrebbe generare:

  • numerose richieste di ricalcolo della RIA;

  • crescita dei ricorsi individuali e collettivi;

  • impatto economico rilevante sui bilanci degli enti;

  • pressione affinché la norma venga stabilizzata a livello nazionale.

QUI PUOI LEGGERE AL SENTENZA INTEGRALE

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