Il nuovo primo ministro ungherese Péter Magyar, nella sua prima conferenza stampa dopo la vittoria elettorale contro Viktor Orbán, ha dichiarato la volontà di costruire rapporti costruttivi con i principali leader europei, inclusa la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Magyar ha inoltre affermato che “l’Italia è uno dei miei Paesi preferiti”, sottolineando come il Paese rappresenti per lui un partner importante con cui rafforzare la cooperazione, anche sulla base dei legami storici tra Roma e Budapest.
Il premier ha espresso apprezzamento per Meloni, definendola una leader capace di ottenere risultati significativi e di garantire stabilità politica nonostante condizioni iniziali complesse. Ha inoltre affermato che eventuali rapporti positivi tra leader europei e il suo predecessore Orbán non ostacoleranno nuove relazioni istituzionali.
Sul piano interno, Magyar ha ribadito la volontà di rappresentare tutti i cittadini ungheresi e ha chiesto tempi rapidi per ricevere l’incarico di formare il nuovo governo, sottolineando la necessità di affrontare problemi urgenti del Paese.
In ambito europeo, il leader ungherese ha riferito di aver già avviato contatti con diversi leader dell’UE e con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, con l’obiettivo di sbloccare i fondi europei attualmente sospesi nel contesto delle tensioni tra Bruxelles e il governo Orbán sul rispetto dello stato di diritto. Magyar ha ribadito la collocazione europea dell’Ungheria e la volontà di adottare un approccio più collaborativo nelle trattative comunitarie, privilegiando il compromesso rispetto allo scontro politico.
Il premier ha inoltre criticato l’operato dell’attuale amministrazione in relazione alla gestione di documenti legati alle sanzioni contro la Russia, sostenendo che vi sarebbero stati tentativi di distruzione di atti ufficiali, paragone che ha richiamato episodi del passato comunista del Paese.
Sulla guerra in Ucraina, Magyar ha confermato il sostegno a Kiev come vittima del conflitto e ha escluso contatti diretti con Vladimir Putin. Ha inoltre dichiarato che non prevede di chiamare neppure Donald Trump, pur ribadendo la volontà di mantenere un forte rapporto di alleanza con gli Stati Uniti indipendentemente dalle dinamiche politiche pregresse.
Infine, ha ricordato la posizione dell’Ungheria rispetto a un possibile prestito europeo destinato all’Ucraina, evidenziando che alcuni Paesi membri hanno già aderito a iniziative simili, e ribadendo l’intenzione del suo governo di muoversi in modo pragmatico all’interno dell’Unione Europea.