Poliziotto spara per difendersi e difendere collega. Conestà (Mosap): «Ancora una volta a rischiare di morire. Dove sono finiti i proclami per il taser?»

«Questa mattina due colleghi, a Varese, hanno rischiato di essere accoltellati da un nordafricano che alla richiesta dei documenti ha dato di matto.

Ha prima tentato di sferrare un fendente alla collega mancandola ma facendola finire per terra, poi si è scagliato contro il collega che ha aperto il fuoco ferendolo. Cosa sarebbe accaduto se il collega non avesse usato l’arma? Anche se la domanda da porsi è: con il taser questo sarebbe successo?».

Così Fabio Conestà, Segretario Generale del Movimento Sindacale Autonomo di Polizia (Mosap), su quanto avvenuto a Varese.

«Siamo stanchi di essere presi in giro. Questa vicenda – dice Conestà – ricorda quella del collega che sparò all’esterno della stazione Termini, divenuta subito occasione di proclami pro taser.

Da allora a oggi però, trascorsi diversi mesi, della pistola elettrica neanche l’ombra. Ipocrisia e speculazione sulla pelle dei poliziotti che, chissà, magari adesso dovranno anche risponderne per “atto dovuto”.

Esprimiamo la nostra solidarietà ai colleghi – conclude – e tutta la nostra amarezza per un impianto normativo che lascia impuniti e a piede libero questi soggetti e per una certa politica alla quale della sicurezza non importa nulla».
Roma, 19 agosto 2021
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