Poliziotto accusato di violenza sessuale dalla figlia adottiva. Per ora c’è il carcere

Una vicenda contorta arriva dalla provincia di Trapani, precisamente da Alcamo. Un poliziotto avrebbe abusato della figlia per diversi anni. La ragazza lo avrebbe denunciato una decina di giorni fa usando come prova alcune chat WhatsApp nelle quali il genitore “adottivo” gli inviava messaggi espliciti, talvolta addirittura raccapriccianti.

Secondo il Gip, alla luce della gravità dei fatti, per il poliziotto deve escludersi la concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena. Allo stato attuale non sussistono elementi idonei a depotenziare la gravità dei molteplici indizi a carico del poliziotto.  Inoltre il GIP teme che l’uomo possa reiterare il reato e tentare l’inquinamento probatorio.

L’indagine della Procura della Repubblica di Trapani, scattata dopo la denuncia della ragazza, in pochi giorni ha condotto all’arresto dell’uomo ormai quasi sessantenne. L’accusa è di violenza sessuale ai danni della figlia adottiva e maltrattamenti in famiglia. L’uomo per ora si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere.

La macabra vicenda sarebbe iniziata nel 2014 e vedrebbe coinvolto anche un altro poliziotto, in servizio nello stesso commissariato ed al quale la ragazza si sarebbe rivolta in passato chiedendo di intervenire,  ma invano. Su di lui sarebbero in corso ulteriori indagini e approfondimenti.


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