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Durante la fiera internazionale della difesa Enforce Tac 2026, svoltasi a Norimberga alla fine di febbraio, il gruppo Beretta Defense Technologies (BDT) ha fornito alla rivista specializzata Janes nuovi dettagli sulla prima consegna significativa del suo New Assault Rifle Project (NARP), il nuovo fucile d’assalto destinato alle forze armate italiane.

Il programma NARP rappresenta uno dei principali progetti di modernizzazione dell’armamento individuale dell’Esercito italiano. L’arma era stata presentata per la prima volta nel 2023 durante la fiera internazionale della difesa DSEI 2023, e ha portato alla firma di un primo contratto per la fornitura di 7.000 unità all’Esercito Italiano.

Le prime consegne e la sostituzione dell’ARX160NSM è ANCHE SU WHATSAPP

Secondo quanto riportato da Janes, nel quarto trimestre del 2025 l’Esercito italiano ha iniziato la distribuzione graduale del nuovo fucile ai reparti operativi. L’introduzione del NARP rientra in un programma di rinnovamento delle armi individuali e porterà progressivamente alla sostituzione del fucile d’assalto attualmente in servizio, il Beretta ARX160.

La versione inizialmente consegnata all’Italia è camerata per il calibro 5,56×45 mm NATO, con una canna da 14,5 pollici (368 mm), configurazione standard per molte forze armate occidentali.

BDT ha tuttavia progettato il sistema con una forte modularità. Oltre alla versione principale, il NARP è infatti disponibile anche in altri calibri:

  • 6.5 mm Grendel, progettato per maggiore precisione e portata rispetto al 5,56 mm

  • .300 Blackout, particolarmente adatto a operazioni speciali e all’uso con soppressori di suono

In sviluppo una versione in 7.62×51 mm

Durante Enforce Tac 2026, Jack Cadman, responsabile del gruppo militare e law enforcement di BDT UK, ha confermato a Janes che l’azienda sta sviluppando anche una configurazione in 7.62×51 mm NATO del fucile NARP.

Questa variante consentirebbe al sistema di coprire un segmento operativo più ampio, avvicinandosi al ruolo dei cosiddetti battle rifle o designated marksman rifle, capaci di offrire maggiore potenza e portata rispetto alle piattaforme standard da 5,56 mm.

Le opportunità sul mercato britannico

Parallelamente allo sviluppo del NARP, Beretta Defense Technologies sta preparando diverse offerte per futuri programmi di acquisizione del UK Ministry of Defence.

Tra i principali programmi citati da Cadman figura il Project Grayburn, iniziativa destinata a sostituire la storica famiglia di fucili d’assalto SA80 assault rifle in dotazione alle forze armate britanniche. Per questa gara BDT ha proposto due soluzioni:

  • il nuovo Beretta NARP

  • un fucile prodotto dal gruppo finlandese Sako

Un secondo programma è Project Shamer, che mira a rimpiazzare i fucili di precisione Accuracy International L115 e Accuracy International L118 con un sistema modulare multicalibro su telaio unico. In questo caso BDT ha proposto il fucile di precisione Sako TRG M10.

Nuovi sistemi contro droni e mitragliatrici di medio calibro

Le opportunità di mercato nel Regno Unito includono anche altri settori emergenti della difesa terrestre.

Tra questi:

  • shotgun anti-drone (C-UAS) destinati alla British Army nell’ambito della Task Force Rapstone, unità dedicata alla difesa contro i sistemi aerei senza pilota

  • un nuovo requisito per una mitragliatrice media in .338 Norma Magnum, sviluppata in collaborazione con l’azienda americana True Velocity

Queste iniziative riflettono la crescente attenzione delle forze armate occidentali verso sistemi di contrasto ai droni e armi con maggiore portata ed energia rispetto alle tradizionali mitragliatrici da 7,62 mm.

Un progetto strategico per l’industria italiana

Il programma NARP rappresenta un passo importante per Beretta Defense Technologies, uno dei principali gruppi europei nel settore delle armi leggere militari. Con la nuova piattaforma modulare, l’azienda punta non solo a soddisfare le esigenze dell’Esercito italiano ma anche a competere nei principali programmi internazionali di sostituzione dei fucili d’assalto.

L’evoluzione verso piattaforme multicalibro e altamente modulari riflette inoltre una tendenza sempre più diffusa tra le forze armate della NATO, che cercano sistemi capaci di adattarsi a missioni differenti – dalle operazioni urbane alle missioni a lunga distanza – con un’unica famiglia di armi.

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