Militare ucciso dall’Uranio, la moglie rifiuta i fiori dall’Esercito

«Grande amore mio il nostro è solo un arrivederci, otto anni di matrimonio sono stati troppo pochi ma intensi.

Hai lavorato duramente per far sì che la nostra famiglia stesse bene e hai lottato fino alla fine per mantenerla unita. Ti amerò per sempre».

E’ il messaggio di Maria Forino moglie di Antonio Attianese il militare 38enne morto l’altro ieri dopo essersi ammalato in missione. Attianese era da tempo impegnato in una strenua battaglia per far valere i propri diritti di soldato entrato fatalmente in contatto con l’uranio impoverito.

Il tumore che lo ha ucciso si è sviluppato dopo il periodo trascorso in Afghanistan e lo ha logorato fino al tragico epilogo.  Attianese ha perso la vita nella sua casa; al suo capezzale gli amici, i familiari e soprattutto la moglie che ora non perdona chi avrebbe potuto fare qualcosa e manifesta troppo tardi la propria solidarietà.

Presso l’abitazione dell’ex ranger è stata recapitata dallo Stato maggiore dell’Esercito una corona di fiori, rispedita al mittente dalla moglie Maria. «Non ho bisogno della pietà di nessuno – ha ammonito – questo pensiero non potrà mai compensare 13 anni di assurdo silenzio da parte dello Stato».

Parole dure, ma testimonianza tangibile di un calvario reso ancor più insopportabile dall’impotenza, dalla consapevolezza, da parte di Antonio

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