Militare morì dopo una partita di calcetto. Dopo tre anni il Gip respinge l’archiviazione e dispone l’autopsia

Sono trascorsi tre anni dalla tragica scomparsa del maresciallo dei carabinieri Eugenio Fasano, morto dopo due giorni di agonia nell’ospedale Umberto I di Roma.

Fasano , 39 anni, nel gennaio del 2019 fu trasportato in ospedale dopo essersi sentito male sul campo di calcetto. Da quanto riporta Internapoli,  i medici gli riscontrarono una decina di costole rotte, una lesione a un’arteria e un polmone perforato proprio da una costola.

Il gip del tribunale di Roma, oltre a rigettare la richiesta di archiviazione presentata dalla procura, ha disposto l’autopsia, mai eseguita sul corpo del militare.

Fasano, originario di Napoli, prestava servizio nella stazione Salaria, era sposato ed era padre di due figlie. Dalle testimonianze, sembra che si fosse sentito male circa un’ora dopo l’inizio della partita, crollando improvvisamente sul campo.

Fu soccorso da una dottoressa dell’Arma ed in seguito affidato alle ambulanze arrivate sul posto. L’ipotesi del malore fatale  non ha convinto la famiglia, assistita dall’avvocato Donato Santoro.

Troppi i punti oscuri della vicenda : Fasano era arrivato in ospedale quasi due ore dopo essersi sentito male – “Si è sentito male alle 15.15, è arrivato in ospedale alle 16.15, la tac è stata fatta alle 19.55”, ha sottolineato Santoro in aula – e con lesioni che poco hanno a che fare con un malore. Tra le ipotesi avanzate c’era che la frattura delle costole fosse dovuta ai tentativi di rianimazione, ma i familiari sono decisi a capire se non siano invece il frutto di un’aggressione cui nessuno dei testimoni ha però fatto cenno.

La famiglia nel luglio del 2021 aveva quindi presentato due denunce che hanno portato all’apertura di altrettante indagini parallele, una da parte dei magistrati che si occupano di reati militari e una coordinata dalla pm Roberta Capponi. Che a distanza di quasi due anni dalla morte ha chiesto l’archiviazione, una richiesta che il gip ha rigettato proprio per fare luce su quelle ferite e sulle circostanze in cui il carabiniere è morto.

FONTE INTERNAPOLI

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