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La Corte dei Conti ha condannato un militare che,  all’epoca dei fatti, rivestiva il grado di colonnello ed era in servizio nell’Aeronautica Militare in una base del Sud Italia.

Da quanto si apprende da un servizio di Telenorba, l’uomo sarebbe stato condannato al pagamento di 13.500 euro nei confronti del Ministero della Difesa. La cifra serve a risarcire l’indennità di trasferta illegittimamente percepita e il danno all’immagine arrecato all’amministrazione.

I fatti: la falsa missione in Kuwait

Secondo quanto emerso, l’ufficiale risultava formalmente in missione in Kuwait. Nei fatti, però, era rientrato in Italia per quasi un mese — dal 15 dicembre 2016 al 14 gennaio successivo, includendo l’intero periodo delle festività di Natale e Capodanno — senza segnalare la propria assenza sugli statini di presenza.

Il percorso giudiziario

La vicenda ha avuto risvolti sia in sede civile-contabile che penale:

  • Processo Penale (Tribunale Militare di Napoli): In primo grado, il colonnello era stato condannato a 8 mesi di reclusione e alla rimozione del grado per il reato di truffa ai danni dello Stato. Successivamente, la sentenza è stata annullata in appello a causa dell’intervenuta prescrizione.

  • Corte dei Conti: La corte ha invece confermato la condanna al risarcimento economico per il danno erariale e d’immagine.

La linea della difesa e la smentita dei giudici

La difesa del militare ha tentato di giustificare il rientro in Italia sostenendo che il colonnello fosse impegnato in attività di coordinamento tra le autorità italiane e kuwaitiane, legate all’addestramento di piloti stranieri presso una scuola di volo dell’Aeronautica militare .

Tuttavia, i giudici hanno ritenuto questa tesi del tutto non dimostrata. L’unica presenza documentata del colonnello presso la scuola di volo risale infatti ad un solo giorno di gennaio, per un lasso di tempo di sole due ore (dalle 12:00 alle 14:00). Una fascia oraria che la sentenza definisce emblematicamente come “normalmente dedicata alla pausa pranzo”.

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