MILANO, ANCORA VIOLENZE NEL CARCERE MINORILE ‘BECCARIA’: DETENUTO AGGREDISCE DUE AGENTI DI POLIZIA PENITENZIARIA  

Nelle ultime ore si è registrato l’ennesimo grave episodio di tensione ed intolleranza contro due agenti del Corpo di Polizia penitenziaria in servizio nel carcere minorile ‘Beccaria’ di Milano.

Lo denuncia la Segreteria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziari SAPPE, per voce del Coordinatore nazionale SAPPE per il settore minorile Carmine d’Avanzo e del dirigente sindacale dell’IPM Beccaria Pellegrino Fusco.

“Quel che è successo è di una gravità inaudita e sconcertante”, spiegano. “Il grave evento critico si è concretizzato venerdì intorno alle ore 15, quando un giovane ristretto, al termine di una chiamata avuta con i propri genitori., si è lasciato andare inspiegabilmente ad un vero e proprio raptus di follia, scatenandosi dapprima contro il blindo della sua stanza, e poi, contro due agenti di Polizia Penitenziaria, prontamente intervenuti per colloquiare con lui, per capire le ragioni di tanta rabbia e per provare a rassicurarlo e indurlo alla calma; di contro, la risposta, la reazione di questi, è stata inaspettata quanto spropositata.

Lo stesso, infatti, senza alcuna esitazione e/o remora rispetto alle conseguenze di tale gesto, voltandosi di scatto, ha sferrato con inaudita violenza, un pugno al volto di un agente, lesionandogli profondamente il labbro inferiore; bcnchè alla vista del sangue, questi continua a colpire ripetutamente con forti pugni detto agente, al basso ventre, tanto da farlo rovinare a terra dolorante, nella incredulità dell’altro collega, anch’egli prodigatosi, con tutti gli sforzi possibili, a contenere le incontrollate intemperanze del recluso.

I due agenti hanno dovuto fare ricorso alle cure sanitarie del Sanitario dell’Istituto e successivamente del Pronto Soccorso dell’Ospedale Santi Paolo e Carlo di Milano, con prognosi rispettivamente di 3 e 5 gg. e relativa prescrizione di ulteriori approfondimenti specialistici. Crediamo ci si renda conto che così non si può andare più avanti: è uno stillicidio continuo e quotidiano.

E purtroppo non vediamo azioni decise da parte di Ministero della Giustizia e Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità tese a tutelare i poliziotti, finalizzate a contrastare le aggressioni, le colluttazioni e i ferimenti si verificano costantemente, con poliziotte e poliziotti contusi, offesi e feriti e addirittura colpiti dal lancio di feci e urine dei detenuti, con celle devastate ed incendiate, con detenuti di 25 anni che incomprensibilmente continuano a stare ristretti in carceri minorili.Basta!”

Il Segretario Regionale lombardo del SAPPE, Alfonso Greco, ricorda che nelle ultime settimane il SAPPE è sceso in piazza proprio per “denunciare le gravi violenze contro i poliziotti delle carceri italiane, sempre più spesso aggrediti, minacciati, feriti, contusi e colpiti con calci e pugni da detenuti e la mancata assunzione di provvedimenti in materia di ordine e sicurezza delle carceri da parte del Ministro della Giustizia Bonafede a tutela degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, sintomo evidentemente di una mancanza di progettualità dell’esecuzione della pena e, in questo, contesto del ruolo dei Baschi Azzurri.”

Il SAPPE ricorda i numeri delle carceri e dell’esecuzione della pena in Italia: alla data del 30 giugno scorso, erano detenute nelle carceri del Paese 53.579 detenuti rispetto alla capienza regolamentare di poco meno di 50mila posti. Gli stranieri ristretti nelle nostre carceri sono 17.510 (il 33%). Ben 100.891 i soggetti seguiti dagli Uffici di esecuzione penale esterna, 1.322 i minorenni e giovani adulti presenti nei servizi residenziali e 13.190 quelli in carico ai servizi della Giustizia minorile.

Gli eventi critici contro gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria sono aumentati in maniera spaventosa”, commenta il Segretario Generale del SAPPE Donato Capece. “Siamo passati dalle 378 aggressioni agli Agenti del primo semestre 2019 ai 502 del successivo semestre, dai 737 ai 1.119 telefonini rinvenuti e sequestrati ai detenuti, dalle 477 minacce-violenze-ingiurie alle 546, dalle 3.819 alle 4.179 manifestazioni di protesta

Senza dimenticare le recenti rivolte in oltre trenta strutture detentive sull’intero territorio nazionale, con circa 60 poliziotti penitenziari feriti e contusi, 13 detenuti morti per abuso di farmaci (9 a Modena e 4 a Rieti), interi Reparti detentivi devastati, incendiati e distrutti, Agenti sequestrati, maxi evasioni, fuoco e fiamme un po’ ovunque. E tutto questo in assenza di provvedimenti utili a garantire la sicurezza e l’incolumità del personale di Polizia Penitenziaria”.

Per il SAPPE anche il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha gravi responsabilità: Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede è sempre più distante dalla ‘sua’ forza di Polizia, la Polizia Penitenziaria.

Non ha indicato una soluzione concreta per fermare questa spirale di violenza: anzi, sembra che le proposte per rivedere i circuiti e le norme dell’ordinamento penitenziario, a partire dalla vigilanza dinamica delle carceri che è alla base di tutta questa violenza inaccettabile, siano state abbandonate in qualche cassetto polveroso del Ministero.

E’ inconcepibile che detenuti di 25 anni che incomprensibilmente continuano a stare ristretti in carceri minorili! Ma un Guardasigilli non può occuparsi solo di anti-corruzione o pensare di confrontarsi solamente con il Garante dei detenuti (!) sulle tematiche del carcere: Bonafede sta con Caino o con Abele?”, conclude Capece.

 Roma, 3 agosto 2020

Dott. Donato CAPECE – segretario generale SAPPE

METTI UN LIKE ALLA NOSTRA PAGINA FB, CLICCA QUI. SIAMO ANCHE SU TELEGRAM, ENTRA NEL NOSTRO CANALE, CLICCA QUI

Loading…






Condivisione

Lascia un commento