Dopo le segnalazioni di USMIA una nuova circolare dello Stato Maggiore Marina scioglie i nodi interpretativi su turni di 24 ore e recupero psico-fisico che rischiavano di penalizzare i militari. Il sindacato esulta, ma annuncia: “Ora la battaglia si sposta sui turnisti delle Sale Operative, meritano un riconoscimento tangibile”.
Si sblocca l’impasse sull’indennità notturna per le donne e gli uomini della Marina Militare e della Guardia Costiera. Dopo mesi di serrate interlocuzioni e formali richieste iniziate nell’agosto del 2025, lo Stato Maggiore della Marina ha diramato ieri, 9 aprile, un’attesa nota chiarificatrice. Il documento, che integra le disposizioni dello scorso febbraio, risolve definitivamente i dubbi interpretativi sollevati da numerosi Comandi territoriali in merito all’applicazione delle indennità previste dagli artt. 11 e 12 del D.P.R: n.52/2025. NSM è ANCHE SU WHATSAPP E SU TELEGRAM
A darne notizia, esprimendo “profonda soddisfazione”, è l’Associazione Sindacale USMIA Marina e Guardia Costiera. L’intervento dello Stato Maggiore permette infatti di superare quegli ostacoli burocratici che rischiavano di vanificare le conquiste economiche ottenute in fase di contrattazione.
I nodi risolti: servizi H24 e recupero psico-fisico
La nota fa finalmente chiarezza su due aspetti cruciali per la vita operativa del personale. In primo luogo, viene stabilito che per i militari impiegati in turni di guardia di 24 ore (sia a terra che a bordo) non si concretizza alcuna interruzione del servizio. Di conseguenza, il personale matura pienamente l’indennità notturna, essendo tale emolumento cumulabile con il Compenso Forfetario di Guardia (CFG) o d’Impiego (CFI).
Il secondo, fondamentale chiarimento riguarda il concetto di “recupero psicofisico“. Lo Stato Maggiore ha chiarito che il tempo in cui il personale impiegato in “servizi armati e non” in quanto accasermato nell’esclusivo interesse dell’Amministrazione o sia tenuto a non allontanarsi dagli apprestamenti militari, in quanto prontamente impiegabile non può configurarsi quale recupero psico-fisico e pertanto, la pronta disponibilità notturna nella struttura è utile ai fini della maturazione dell’indennità notturna.
La prossima sfida: la tutela dei “turnisti”
Nonostante il traguardo raggiunto per la chiarezza richiesta ed ottenuta dopo le numerose interlocuzioni formali promosse sull’argomento, USMIA guarda già al prossimo obiettivo, “riuscire dar voce e soluzione alle esigenze dei militari cosiddetti “turnisti” (ex art. 3 D.M. 25 settembre 1990), come quelli impiegati nelle delicate Sale Operative della Marina e della Guardia Costiera.
Attualmente, questo personale resta infatti escluso dal beneficio dell’indennità notturna a causa della natura “autocompensante” del loro orario di lavoro. Una situazione che questa Associazione sindacale ritiene non equa: “Il sacrificio e l’alta professionalità di chi opera nelle Sale Operative o in altri centri di comando nella fascia oraria notturna tra le 22 e le 6 del mattino seguente merita un riconoscimento tangibile”, come indica il Segretario Generale e la dirigenza Nazionale di USMIA Marina e Guardia Costiera.
L’Associazione sindacale annuncia quindi l’intenzione di portare la questione direttamente all’attenzione del tavolo tecnico governativo durante le fasi del rinnovo contrattuale 2025-2027, con un duplice indirizzo: estendere l’indennità notturna anche al personale cosiddetto “turnista” o, in alternativa, ottenere forme di compenso migliorative che valorizzino realmente il servizio ed il sacrificio notturno prestato a tutela della sicurezza del Paese anche da parte di detto personale.
La Segreteria Nazionale USMIA Marina e Guardia Costiera