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L’Aeronautica Militare Italiana sta valutando l’impiego di una tecnologia statunitense capace di trasformare razzi a basso costo e privi di guida in armi di precisione, offrendo una soluzione economicamente più sostenibile per contrastare i droni rispetto all’impiego dei tradizionali missili aria-aria.

1. L’interesse dell’Italia per l’APKWS II e il contesto

L’Aeronautica Militare Italiana sta valutando l’acquisizione della tecnologia statunitense Advanced Precision Kill Weapon System (APKWS) II (sviluppata da BAE Systems) per trasformare razzi non guidati a basso costo in armi di precisione anti-drone.

  • L’approvazione USA: Il Dipartimento di Stato statunitense ha approvato il 23 agosto una potenziale Foreign Military Sale (FMS) all’Italia dal valore complessivo di 364 milioni di dollari, che comprende 5.031 sistemi di guida APKWS II, oltre a lanciatori, testate, motori a razzo e supporto tecnico. Tuttavia, fonti italiane precisano che si tratta al momento di una tecnologia in fase di valutazione e non è stato ancora firmato alcun contratto definitivo.

  • La necessità operativa: La spinta verso soluzioni più economiche deriva dal recente episodio nei cieli della Lettonia (durante una missione di Air Policing della NATO), in cui un Eurofighter italiano ha abbattuto un drone non identificato. Affrontare minacce low-cost con missili aria-aria tradizionali (come l’AIM-120 AMRAAM, che costa circa dieci volte di più o addirittura si aggira sui milioni di dollari) crea un divario di costo insostenibile se replicato su larga scala.

2. Caratteristiche tecniche e vantaggi economici

  • Come funziona: Il kit APKWS si installa tra la testata e il motore di un razzo da 70 mm, aggiungendo una guida laser grazie a quattro alette ripiegabili dotate di sensori.

  • Costi ridotti: Il kit di conversione ha un costo stimato tra i 15.000 e i 22.000 dollari (con il sistema completo inferiore ai 100.000 euro / 117.000 dollari), consentendo un abbattimento efficiente dei droni senza sprecare munizioni estremamente costose.

  • Gittata: Il sistema ha una gittata operativa di circa 5 km. Originariamente progettato 15 anni fa per colpire bersagli terrestri (veicoli blindati o artiglieria), l’APKWS II è impiegato con successo come arma anti-drone dal 2022 (ad esempio in contesti come il Mar Rosso o il Golfo Persico).

  • Precedenti internazionali: La Royal Air Force (RAF) britannica ha iniziato a impiegare l’APKWS sui propri Eurofighter dopo una rapida procedura di test e introduzione completata in soli due mesi.

3. Piattaforme di integrazione italiane e limiti strategici

  • Piattaforme previste: Il sistema dovrebbe essere integrato principalmente sui caccia Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica Militare e sui nuovi elicotteri da combattimento AW249 Fenice dell’Esercito Italiano.

  • Le sfide evidenziate dagli esperti:

    • Limiti prestazionali: Il missile APKWS II risulta estremamente efficace contro i droni a elica a bassa velocità (circa 100 km/h), ma mostra maggiori criticità contro le nuove generazioni di droni dotati di motori turbogetto, che superano i 500 km/h.

    • Obsolescenza rapida: La rapidissima evoluzione tecnologica dei droni (che si rinnovano ogni 6-9 mesi) rappresenta una sfida complessa per gli investimenti a lungo termine delle forze armate italiane.

4. Aggiornamenti sulla difesa aerea in Polonia

Parallelamente alle valutazioni italiane, il Ministero della Difesa polacco ha annunciato un importante potenziamento della propria difesa aerea a corto raggio:

  • 1. Il maxi-accordo per i missili PIORUN ($2,2$ miliardi)

    La Polonia ha siglato un accordo quadro storico presso lo stabilimento della società di difesa Mesko (a Skarżysko-Kamienna), alla presenza del Ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz.

    • Valore e portata: L’accordo vale circa 8 miliardi di zloty (circa $2,2$ miliardi) e prevede la fornitura di diverse migliaia di missili e lanciatori portatili Piorun, oltre a simulatori e pacchetti di supporto logistico.

    • Acquisto congiunto NATO (Programma SAFE): Questa è una delle chiavi più importanti. Non si tratta di un ordine isolato, ma di un consorzio di acquisto multinazionale. Più dell’80% dei sistemi è destinato alle forze armate polacche, mentre la restante quota (circa il 20%) verrà fornita ad altri alleati NATO — nello specifico Lituania, Lettonia e Norvegia — sfruttando i fondi e i meccanismi di finanziamento europei del programma SAFE (Security Action for Europe).

    2. Che cos’è il sistema PIORUN (MANPADS)

    Il Piorun è un sistema missilistico terra-aria portatile di tipo MANPADS (Man-Portable Air-Defense System) progettato per operare a brevissimo raggio (VSHORAD).

    • Evoluzione: È lo sviluppo altamente modernizzato del precedente sistema polacco Grom (a sua volta basato sui concetti dei missili sovietici Igla).

    • Caratteristiche tecniche: Dispone di una testa di ricerca a infrarossi altamente sensibile, ottiche avanzate per l’uso notturno, un sistema di autorizzazione dell’utente e spolette di prossimità. È pensato specificamente per colpire bersagli a basso volo come elicotteri, aerei e soprattutto droni e missili da crociera.

    • Prova sul campo: I missili Piorun hanno ampiamente dimostrato la loro efficacia operativa sul campo di battaglia in Ucraina a partire dal 2022, diventando uno dei prodotti di punta dell’industria bellica polacca ed esportati in diversi Paesi (tra cui Stati Uniti, Estonia, Belgio e ora integrati anche con la Norvegia e i Paesi Baltici).

    3. La visione strategica della Polonia

    Questo accordo evidenzia la duplice ambizione della Polonia nella sicurezza europea:

    • Leader nella spesa e nella produzione: Varsavia non punta solo ad avere uno degli eserciti più grandi e finanziati della NATO, ma vuole trasformarsi in un polo industriale ed esportatore di armamenti di primo piano per l’intera Europa.

    • Capacità produttiva: L’azienda statale Mesko ha moltiplicato la sua capacità produttiva negli ultimi anni per far fronte alla domanda record generata dal contesto geopolitico attuale.

    In sintesi, mentre l’Italia valuta l’APKWS statunitense per i suoi caccia ed elicotteri per abbattere i costi contro i droni, la Polonia sceglie di puntare fortemente sulla propria filiera missilistica terrestre (i Piorun) creando una rete di difesa aerea condivisa con i partner baltici e nordici.

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