L’Iraq ha deciso che tutte le sue forze armate e in particolare le Forze di Mobilitazione Popolare conosciute come PMF possono rispondere immediatamente con mezzi armati a qualsiasi attacco contro di loro senza chiedere permesso alle autorità centrali.
La decisione è stata presa dal Consiglio Ministeriale per la Sicurezza Nazionale guidato dal primo ministro Mohammed Shia al Sudani dopo una serie di attacchi aerei che hanno colpito sedi delle PMF e postazioni militari nel paese.NSM è ANCHE SU WHATSAPP
Le autorità irachene hanno spiegato che questo passo serve a proteggere la sovranità nazionale e permettere alle unità di difendersi subito in caso di nuovi attacchi. Baghdad ha convocato gli ambasciatori di Stati Uniti e Iran per protestare e sta preparando una denuncia presso l’ONU
La crisi è nata dopo attacchi aerei attribuiti a Stati Uniti e Israele che hanno ucciso combattenti delle PMF incluso un comandante nella provincia di Anbar. Questi attacchi fanno parte di uno scontro più ampio tra Stati Uniti/Israele e gruppi armati legati all’Iran con bombardamenti e operazioni militari in varie zone del Medio Oriente
I gruppi iracheni vicini alle PMF considerano questi attacchi una violazione della sovranità irachena e ritengono necessario rispondere con forza La decisione di autorizzare la risposta armata rappresenta un cambiamento importante perché permette alle forze locali di reagire rapidamente senza attendere ordini centrali e questo potrebbe provocare scontri diretti con forze straniere.
La comunità internazionale segue con preoccupazione perché il rischio di conflitto aumenta. Anche in Asia orientale la situazione è monitorata con attenzione Giappone Corea del Sud e Cina temono effetti su mercati energetici e sicurezza delle rotte marittime. La Cina ha chiesto moderazione e soluzioni diplomatiche, Giappone e Corea del Sud seguono l’impatto sui prezzi dell’energia e sul commercio regionale.