La base Usaf di Aviano non rispetta i DPCM anti-covid. 700 italiani in balia degli americani

Malgrado le dimissioni di alcuni sindacalisti e le continue proteste, pare che agli americani poco interessi delle leggi  italiane. 

Ad inveire nuovamente contro il comportamento poco responsabile degli yankees, questa volta è il consigliere regionale del PD Nicola Conficoni.

“Dopo diverse segnalazioni e la denuncia dei rappresentanti sindacali della mancata applicazione dei protocolli di sicurezza anti Covid-19 all’interno della base Usaf di Aviano, la questione sembra ancora aperta soprattutto in relazione ai 700 cittadini italiani che lavorano nella base militare americana.



Il presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, contribuisca a chiarire la situazione e a garantire la sicurezza sanitaria”. Lo afferma in una nota Nicola Conficoni, consigliere regionale del Pd che con un’interrogazione segnala all’Assemblea legislativa la questione del rispetto dei protocolli di sicurezza stabiliti per contenere l’emergenza Covid-19 all’intero, appunto, della base statunitense.

“Già lo scorso 19 marzo – ricorda Conficoni -, con una comunicazione riservata ho portato all’attenzione della Giunta regionale la denuncia dei sindacati, secondo i quali all’interno della base Usaf non venivano applicati i protocolli di sicurezza da pandemia. Dopo aver proclamato lo stato di agitazione, per rilanciare l’allarme sul mancato rispetto delle regole a tutela della salute stabilite da decreti ministeriali e ordinanze, i rappresentanti sindacali si sono dimessi”.

“A oggi – conclude l’esponente dem – la situazione non sembra essere risolta, come dimostra una lettera recentemente inviata anche al dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria Friuli Occidentale (Asfo). La base militare rappresenta una grande comunità e non si deve trascurare il fatto che quanto accade al suo interno possa avere ricadute anche nel resto del territorio”.


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