l’ Aeronautica Militare riceve il secondo Gulfstream G550 CAEW

Israel Aerospace Industries ha consegnato, nel dicembre scorso, all’ aeronautica italiana il secondo velivolo CAEW (Conformal Airborne Early Warning) basato sul modello business Gulfstream G550: è stato dunque portato a termine il percorso tracciato nella cornice di accordi reciproci, del valore di 750 milioni di dollari, siglati da Italia e Israele nel 2012: in cambio, Gerusalemme aveva deciso di acquistare 30 velivoli addestratori Alenia Aermacchi M-346 dalla ditta italiana Leonardo. Nell’ambito della medesima intesa, l’Italia aveva anche acquisito un satellite militare ottico ad alta risoluzione per l’osservazione della Terra chiamato OpSat-3000, costruito dalla IAI / MBT Space Division.

Sviluppato dalla filiale di Elta Systems della Israel Aerospace Industries, alimentato da due da due motori Rolls-Royce BR710C4-11 da 68.4kN, l’adattamento CAEW del G550 è stato in servizio con l’aeronautica israeliana per 12 anni. Il business jet pesantemente adattato dispone anche di apparecchiature di supporto elettronico e funzionalità di intelligence elettronica (ELINT), mentre una versione ELINT dedicata del G550 è anche in servizio israeliano.

Entrambi i vettori saranno gestiti dal 71° Gruppo Volo del 14° Stormo di Pratica di Mare. L’ aeronautica italiana ha già iniziato i primi voli operativi con il primo esemplare, consegnato nel dicembre 2016. Quest’ ultimo ha già preso parte a esercitazioni a fianco di jet da addestramento M-346, F-35 italiani ed Eurofighters. «Il primo velivolo ha già partecipato a diverse esercitazioni con le forze aeree della NATO, con la massima soddisfazione del cliente», ha affermato il ministro della Difesa israeliano.

Nel corso delle esercitazioni ha anche utilizzato il radar aria-aria e le sue prerogative atte a fornire capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione nelle operazioni che si ritiene abbiano avuto luogo a acque internazionali vicino all’Italia.

Il secondo CAEW G550 si trova dislocato nella base aerea di Pratica di Mare, a pochi chilometri da Roma. I CAEW consentono all’ aviazione militare tricolore di raggiungere quegli obiettivi a lungo perseguiti. Peraltro, l’ Italia ha sentito la mancanza di questo tipo di strumenti anche nel 2011, durante le operazioni aeree sulla Libia, in cui era del tutto dipendente dalle risorse di allarme rapido della NATO.

Entrambi gli aerei Gulfstream dispongono di antenne a banda L e S, collegamenti satellitari della durata di 10 ore, con  un raggio di 12.000 chilometri e possono raggiungere una velocità di 0.88 Mach. Sono piattaforme, come si accennava precedentemente, dotate di alta AEW-BM&C (Airborne Early Warning, Battlefield Management & Communication) assicurando un’ elevata abilità di sorveglianza dello spazio aereo nazionale e quella di supporto alle operazioni militari. Inoltre la tecnologia “sensor fusion” fa sì che tutti i dati raccolti vengano rielaborati dai sistemi di bordo e resi immediatamente disponibili ai centri di comando per poter scegliere la strategia da impiegare. Per non parlare poi del Self-Protection System (SPS) e Mission Computer System (MCS):  sistemi di sensori atti a rilevare minacce e ad analizzarle.

Inoltre presentano, nella fusoliera,  un radar a quattro dimensioni con tecnologia Advanced AESA (Active Electronically Scanning Array) che fornisce rilevamento a 360 gradi, identificazione e tracciamento di bersagli aerei e di superficie.

I sistemi di supporto a terra forniti dalla società Elta comprendono una stazione di terra per le comunicazioni via satellite e lo scambio di informazioni facendo leva sulla RASP (Recognized Air Surface Picture) del velivolo , senza contare i dispositivi per l’ addestramento del personale di bordo.

«Il sistema riflette la proficua e proficua cooperazione tra i ministeri della Difesa italiana e israeliana, compresa la comprensione da entrambe le parti dei bisogni e delle sfide che l’altro deve affrontare», ha affermato Danny Gold, capo dell’Amministrazione per lo sviluppo delle armi e della tecnologia Infrastruttura.

«Siamo orgogliosi di aver completato la nostra parte in questo stato-of-the-art deal consegnando uno dei prodotti tecnologici più avanzati di IAI al Ministero della Difesa italiano, pur rispettando pienamente le complesse specifiche tecniche e ingegneristiche in un breve periodo di tempo. Il secondo velivolo CAEW si unisce ad altri sistemi IAI che sono attivamente coinvolti nel sistema di intelligence strategica italiano, incluso il satellite avanzato di osservazione OPTSAT 3000 che è stato lanciato la scorsa estate. Questa cooperazione è parte del rafforzamento delle relazioni con l’Italia e l’industria europea della difesa, che speriamo di continuare e approfondire », ha detto il presidente e CEO della IAI Yossi Weiss.

Va detto che da quasi un anno la nuova difesa aerea italiana ha come nuclei strategici: Poggio Renatico in provincia di Ferrara e a Licola in provincia di Napoli. Infatti il 15 marzo 2017 ha visto la luce il reparto Dami (Difesa Aerea Missilistica Integrata). A questo nuovo reparto, a cui fanno capo il 11° Gruppo Dami e il 22° Gruppo radar di Licola sono state assegnate le funzioni di coordinamento e supervisione delle due unità operative italiane Awacs integrate nel sistema di difesa aerea nazionale e di altri Paesi dell’ Alleanza Atlantica.

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