Il SIM Guardia di Finanza chiede l’introduzione delle “Body-cam”

https://www.simguardiadifinanza.it/wp-content/uploads/2020/05/Richiesta-avvio-iter-adozione-bodycam.pdf

Il sindacato SIM della Guardia di Finanza, nella persona del Segretario Generale gaetano insinna, in una lettera indirizzata al  Ministro dell’economia e delle finanze – On. Roberto Gualtieri e a molti altri esponenti del governo, ha chiesto l’introduzione delle body-cam. 

Illustrissimo Signor Ministro e Preg.mi Presidenti (e, per il vostro tramite, ci rivolgiamo anche ad ognuno dei singoli Componenti delle Commissioni da Voi presiedute), come noto, questo periodo della vita di tutti è caratterizzato dall’uso necessario ed indispensabile della tecnologia al fine di riuscire a rimanere uniti, nonostante i distanziamenti sociali imposti dalla contingente pandemia. Purtroppo – sostiene Insinna – tale condizione di isolamento ha portato a comportamenti esasperati di una piccola parte della popolazione che, irridendo i dettami governativi, infrange metodicamente i divieti imposti, mettendo alla berlina ed in pericolo gli Operatori di Polizia impiegati nel controllo o nelle attività di ripristino dell’ordine pubblico.



Questi soggetti, utilizzando un semplice smartphone, registrano, a volte con comportamenti estremamente irriverenti e provocatori, immagini dei controlli di polizia, che successivamente vengono decontestualizzate dal complesso dell’intervento e riversate in rete, mettendo in discussione l’operato delle FF.OO.; il tutto al fine di evidenziare una verità distorta, che cela un dolo specifico, volta a raffigurare, falsamente, la vigenza di uno “Stato di Polizia” nel nostro Paese. Tali fatti di cronaca, che hanno visto gli Operatori di Polizia in estrema difficoltà durante le attività di servizio e controllo del territorio, trasformandoli nella fase successiva alla pubblicazione in rete da vittime ad aggressori, sono purtroppo all’ordine del giorno e non sono più accettabili.

Nel nostro Paese – continua il Segretario – le forze dell’ordine agiscono nell’interesse della comunità sottoponendosi spesso a rischi che potrebbero avere addirittura conseguenze letali, come spessissimo, purtroppo, la cronaca ci rappresenta. 

A tutela degli operatori delle FF.OO. non è rilevabile, allo stato, alcuno strumento che possa salvaguardarne l’operato in situazioni analoghe. L’unica strumentazione che, a modesto avviso di questo sindacato, potrebbe essere utilizzata è la c.d. “body-cam”, ovvero un dispositivo che indossato sulla divisa registri in audio-video tutto quello che accade intorno all’agente; tale apparato si rivelerebbe molto utile nell’ambito della sicurezza, anche per l’effetto preventivo e deterrente.

In altre parole, il soggetto che sa di essere ripreso, nella maggior parte dei casi, modifica il proprio atteggiamento divenendo generalmente più rispettoso e “civile”. Tali dispositivi, che hanno estrema facilità d’uso con prestazioni performanti sia visive che audio, possono essere utili in molteplici situazioni, sia a tutela del personale operante, sia a tutela del soggetto controllato in quel determinato momento, finanche in situazioni di estremo pericolo.



È plausibile pensare che l’utilizzo da parte delle FF.OO. delle body-cam, utilizzate per la documentazione audio-visiva delle fasi degli interventi, consentirebbe l’oggettiva ricostruzione dei fatti e, altresì, andrebbe a beneficio delle Autorità preposte al giudizio dei fatti contestati, dei nostri militari e, non da ultimo, dell’opinione pubblica, spesso sviata dalla diffusione di riprese tanto parziali ed estemporanee quanto fantasiose ed irriguardose. Sulla legittimità dell’utilizzo, nonostante la positiva risoluzione del “Garante sulla privacy”, non vogliamo entrare nel merito con disquisizioni dottrinali, ma questa organizzazione sindacale ritiene che l’utilizzo della “Body-cam” possa essere legittimamente conforme al principio di pertinenza e non eccedenza dell’attività operativa, posto che il dispositivo di ripresa sarebbe attivabile esclusivamente dall’operatore che lo indossa e solo quando si trova in una situazione di pericolo per la sua incolumità, per quella dei soggetti sottoposti a controllo o anche per le cose.

Resta sottinteso che le relative immagini potranno essere visionate, a tutela della privacy, dai soli soggetti deputati a farlo e dagli organi investigativi in caso di accertamenti sull’evoluzione del controllo e delle sue fasi propedeutiche.

Le immagini potranno essere detenute, per un periodo stabilito dalla norma, presso gli uffici dell’Ente operante, secondo le cautele che la legge stabilirà e potranno finanche essere messe a disposizione dei soggetti ripresi, in caso di accesso ai dettagli del controllo, nella forma che il Legislatore riterrà più opportuna.

Tenuto conto del positivo utilizzo sperimentale dello strumento di cui trattasi da parte di varie amministrazioni di sicurezza dello Stato, questo sindacato reputa che l’introduzione delle body-cam, quale strumento d’ausilio alle FF.OO. nelle attività di servizio esterno, sia un validissimo strumento di tutela interna ed esterna per gli operatori, per le FF.OO. nel loro complesso e, in estrema analisi, per la struttura dello Stato.

Alla luce delle motivazioni addotte- conclude Insinna – questo Sindacato Italiano Militari della Guardia di Finanza chiede, alle SS.LL., di voler valutare la percorribilità della presente istanza, al fine di far iniziare quanto prima l’iter legislativo di regolamentazione di tale apparecchiatura quale accessorio obbligatorio al servizio esterno degli operatori delle FF.OO., impiegati nelle attività di controllo del territorio, ovvero di tutte quelle attività Istituzionali ritenute parimenti necessitanti di tale strumento.

Fiduciosi della Vostra Sensibilità in merito e certi del Vostro tempestivo intervento in riscontro alla presente richiesta, si porgono i saluti più cordiali.


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