Il Ministero della Difesa ha predisposto un decreto che gli consentirebbe di accedere al database contenente gli elenchi dei soggetti strategici inclusi nel cosiddetto perimetro di sicurezza cibernetica.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, si tratterebbe di un passo importante, considerando che attualmente tali dati sono accessibili solo a un ristretto numero di enti: i Servizi segreti (DIS, AISE e AISI), la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Interno.

L’elenco, coperto da segreto, comprende centinaia di enti pubblici, aziende partecipate e realtà private considerate cruciali per la sicurezza nazionale.

Questi soggetti devono rispettare standard molto elevati di cybersicurezza, collaborando strettamente con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e i Servizi. Le eventuali violazioni comportano sanzioni pesanti, proprio per l’importanza dei dati e dei sistemi coinvolti.

La richiesta del Ministero della Difesa si inserisce in un contesto di crescente attenzione alle minacce informatiche, in un momento in cui l’Italia è chiamata a fronteggiare sfide su più fronti, anche a causa delle vulnerabilità strutturali più volte segnalate dall’ACN.

Ma le novità non finiscono qui. Sempre secondo Il Messaggero, si profila una riforma significativa anche sul piano delle nomine militari.

Le decisioni sui vertici delle Forze Armate — generali di brigata, divisione e corpo d’armata — non sarebbero più prese singolarmente da ogni Stato Maggiore (Esercito, Marina, Aeronautica), ma affidate a una commissione interforze.

Questa includerebbe rappresentanti delle tre forze armate e un membro del gabinetto del ministro, centralizzando di fatto il processo decisionale. Una svolta che potrebbe avere un impatto rilevante sull’equilibrio interno della Difesa.

Condivisione
METTI UN LIKE ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK, (CLICCA QUI) . CI TROVI ANCHE SU WHATSAPP E TELEGRAM, (CLICCA QUI)
error: Ci dispiace, il copia e incolla è disabilitato !!