 11 luglio 2025 1° Lgt. in pensione Antonio Pistillo

Con un articolo pubblicato il 16 maggio si è dimostrato che la proposta del salario minimo a 9 euro l’ora non è la soluzione per affrontare il problema del lavoro povero ed evidenziato che con gli aumenti salariali, previsti dal rinnovo dei contratti, la quasi totalità dei lavoratori potrebbero già percepire una retribuzione oraria superiore a quella del salario minimo che renderebbe la proposta superata.

Per tale dimostrazione si faceva riferimento al CCnl Servizi di Pulizia e Servizi Integrati/Multiservizi, uno tra i contratti con la paga più bassa, se non la più bassa e, in particolare, a dipendenti a tempo indeterminato in part time al 50% del 3° e 4° livello in quanto comprendono il numero più elevato di lavoratori.

Con gli specchi a seguire si provava che l’applicazione di un salario minimo a 9 euro avrebbe comportato un aumento irrisorio dello stipendio, pari a 43 euro per un 3 livello e 20 euro per un 4 livello.

Circa un mese fa è stata siglata l’ipotesi di accordo per il rinnovo proprio del contratto dei Servizi di Pulizia e Servizi Integrati/Multiservizi che prevede un aumento salariale a regime pari al 16,6% dei minimi tabellari, col pieno recupero dell’inflazione 2021- 2024.

La retribuzione oraria adeguata al nuovo contratto sarà superiore a 9 euro, come si evince da tabella a seguire.

In sintesi, se il nuovo contratto dei Servizi di Pulizia e Servizi Integrati/Multiservizi riconosce una retribuzione oraria superiore alle 9 euro pur essendo uno dei contratti col salario più basso, è evidente che la proposta del salario minimo è superata.

Pertanto, affinché la proposta abbia una certa efficacia la retribuzione oraria non dovrebbe essere inferiore a 11/12 euro l’ora, come si deduce da specchio a seguire.

 

 

 

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