Per la prima volta nella storia recente, la spesa militare combinata degli alleati degli Stati Uniti ha superato quella americana in termini di potere d’acquisto. È quanto emerge da una nuova analisi pubblicata da Defense News, basata sui dati del SIPRI e dell’Economist.
Il dato rappresenta un cambio di equilibrio simbolico ma anche strategico: mentre Washington resta il singolo Paese con il budget militare più elevato al mondo, gli alleati NATO e i partner asiatici stanno aumentando rapidamente gli investimenti nella difesa, riducendo la storica dipendenza dagli Stati Uniti.NSM è ANCHE SU WHATSAPP E SU TELEGRAM
Oltre 1.000 miliardi di dollari spesi dagli alleati
Secondo il rapporto, nel 2025 i Paesi alleati degli USA hanno superato complessivamente la soglia dei 1.000 miliardi di dollari di spesa militare calcolata a parità di potere d’acquisto (PPP).
L’analisi include:
- i 31 membri NATO esclusi gli Stati Uniti;
- partner asiatici come Giappone, Corea del Sud, Australia, Thailandia e Filippine.
In termini nominali, Washington rimane comunque davanti di circa 200 miliardi di dollari. Tuttavia, il sorpasso “reale” in capacità di spesa mostra come il peso finanziario della sicurezza occidentale stia diventando più distribuito.
Perché la spesa americana è diminuita
Il rapporto evidenzia che il budget militare statunitense del 2025 è calato del 7,5%, la contrazione più marcata degli ultimi decenni.
Secondo il SIPRI, la principale ragione è stata la mancata approvazione di nuovi grandi pacchetti di aiuti militari all’Ucraina, dopo gli enormi stanziamenti effettuati tra il 2022 e il 2024.
Nonostante il calo, gli Stati Uniti continuano a spendere cifre enormi: circa 954 miliardi di dollari nel 2025.
Nel frattempo, l’amministrazione Trump ha già proposto un nuovo budget per la difesa da 1.500 miliardi di dollari per il 2027, destinato a finanziare:
- nuove flotte navali;
- sistemi antimissile;
- intelligenza artificiale militare;
- droni e tecnologie avanzate.
L’Europa accelera il riarmo
La crescita più forte arriva dall’Europa. La spesa militare europea è aumentata del 14,1% nel solo 2025.
Le ragioni principali sono:
- la guerra in Ucraina;
- la pressione americana per aumentare i contributi NATO;
- il timore di una minore protezione diretta da parte degli Stati Uniti.
Molti governi europei stanno infatti cercando di costruire maggiore autonomia strategica, investendo sia nelle forze armate sia nell’industria della difesa continentale.
Secondo l’Atlantic Council, alcuni Paesi europei stanno raggiungendo livelli storici di spesa: la Norvegia, ad esempio, ha superato gli Stati Uniti nella spesa militare pro capite.
Anche l’Asia aumenta gli investimenti
Oltre all’Europa, anche l’Asia-Pacifico registra un’accelerazione significativa, con una crescita della spesa dell’8,1%.
Giappone, Corea del Sud e Australia stanno rafforzando rapidamente le proprie capacità militari per rispondere:
- all’espansione militare cinese;
- alle tensioni nello Stretto di Taiwan;
- all’instabilità regionale.
Questo trend conferma come gli Stati Uniti stiano progressivamente trasformando il proprio sistema di alleanze: meno dipendenza diretta da Washington e maggiore condivisione degli oneri militari.
Un nuovo equilibrio nella sicurezza occidentale
Il dato emerso dal rapporto non significa che gli Stati Uniti abbiano perso la leadership militare globale. Washington resta il centro tecnologico, industriale e operativo dell’alleanza occidentale.
Tuttavia, il sorpasso degli alleati in termini di potere d’acquisto segnala un cambiamento importante:
- la sicurezza occidentale non è più sostenuta quasi esclusivamente dagli USA;
- Europa e Asia stanno assumendo un ruolo molto più attivo;
- la NATO sta entrando in una fase più multipolare.
In un contesto segnato dalla guerra in Ucraina, dalle tensioni con Cina e Iran e dalla crescente competizione geopolitica globale, il riequilibrio della spesa militare potrebbe ridefinire gli equilibri strategici del prossimo decennio.