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Il 3 febbraio 1919 nasceva a Villanova di Camposampiero (Padova) Giuseppe Bassi, figura storica e culturale italiana che nel 2026 ha raggiunto l’invidiabile età di 107 anni. Conosciuto da molti come “Bassil’ora”, soprannome che incarna un episodio significativo della sua esperienza durante la Seconda guerra mondiale, Bassi rappresenta un ponte vivente tra il passato tragico del XX secolo e la riflessione storica contemporanea.

Una vita segnata dalla Storia

Nel 1942, giovanissimo sottotenente del 120° Reggimento Artiglieria Motorizzata della Divisione Celere, Bassi prese parte alla Campagna di Russia, uno dei capitoli più drammatici per l’Esercito Italiano sul fronte orientale. Catturato dai sovietici alla vigilia del Natale del ’42, fu deportato in vari campi di prigionia a Tambov, Oranki e Suzdal, dove trascorse oltre quarantadue mesi di detenzione in condizioni estreme prima di rientrare in Italia nell’estate del 1946.

Il soprannome “Bassil’ora” nacque in quei mesi: Bassi era infatti l’unico prigioniero ad aver nascosto e conservato un orologio funzionante, diventando così il punto di riferimento per gli altri commilitoni nella dura routine dei campi di prigionia.

Testimone e Custode della Memoria

Dopo la guerra, Bassi ha dedicato gran parte della sua vita a mantenere viva la memoria di quegli eventi tragici. È stato Presidente onorario dell’Associazione Combattenti e Reduci di Villanova e Murelle e ha portato la sua testimonianza in scuole, istituzioni e pubblicazioni, diventando una voce insostituibile per comprendere la Storia dal punto di vista di chi l’ha vissuta direttamente.

Nel 2015 ha pubblicato il libro “Dal fronte del Don ai lager sovietici”, in cui racconta la sua esperienza di guerra e prigionia.

“Bassil’ora” (2019): il Documentario che racconta una Storia Unica

Uno dei momenti più significativi del riconoscimento culturale della sua vicenda è stato il documentario Bassil’ora (2019), diretto da Rebecca Basso e prodotto da Emera Film.

Il film, della durata di circa 84 minuti, intreccia il racconto diretto di Giuseppe Bassi con elementi narrativi ed elementi di finzione attraverso il personaggio di Katerina, una donna di origine russa la cui presenza offre un ulteriore spunto di riflessione sull’incontro tra culture e memorie opposte.

Presentato con successo in numerosi festival internazionali, tra cui l’Italian Film Festival di Cardiff dove vinse il Canfod Award come miglior documentario, Bassil’ora è stato apprezzato per la capacità di trasformare una testimonianza personale in un elemento di profonda riflessione storica e umana.

Il documentario è stato proiettato in diverse sale e rassegne, contribuendo a far conoscere la storia di Bassi a un pubblico più ampio e rafforzando il valore culturale della sua esperienza.

Un Secolo di Umanità

Oggi, a 107 anni( guarda l’intervista di A3 News), Giuseppe Bassi continua a essere ricordato non solo come uno dei pochi reduci della Campagna di Russia ( forse l’unico), ma soprattutto come un simbolo vivente di resilienza, testimonianza e memoria storica. La sua esperienza non è soltanto un racconto di guerra, ma un invito alla riflessione sulle tragedie del Novecento e sulla necessità di trasmettere alle nuove generazioni il valore della memoria collettiva.

Attraverso la sua lunga vita, Bassi ha incarnato l’importanza del confronto con il passato, dimostrando come una singola esistenza possa contribuire alla comprensione storica e culturale di periodi cruciali per l’umanità.

 

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