Il programma italiano delle fregate di nuova generazione FREMM EVOlution compie un nuovo passo avanti. Il 23 luglio 2026, nello stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso, si è svolta la tradizionale cerimonia del taglio della prima lamiera della seconda unità della nuova serie, Nave Aviere.
L’appuntamento arriva circa 15 mesi dopo l’avvio della costruzione della prima FREMM EVO, Nave Bersagliere, e conferma l’avanzamento del programma destinato a portare nella Squadra Navale due nuove fregate capaci di affiancare le dieci FREMM della classe Bergamini attualmente in servizio.
La costruzione delle due unità rientra nella modifica contrattuale sottoscritta nel luglio 2024 tra OCCAR, l’Organizzazione per la cooperazione congiunta in materia di armamenti, e Orizzonte Sistemi Navali (OSN), la joint venture partecipata da Fincantieri al 51% e Leonardo al 49%. La consegna di Bersagliere è prevista nel 2029, mentre Aviere dovrebbe entrare in servizio nel 2030.
Una FREMM evoluta per la guerra multidominio
Le FREMM EVO rappresentano un’evoluzione della piattaforma FREMM già ampiamente collaudata dalla Marina Militare. Le nuove unità incorporeranno infatti una serie di miglioramenti tecnologici sviluppati anche attraverso l’esperienza maturata con le più recenti FREMM ASW Enhanced, Spartaco Schergat ed Emilio Bianchi.
L’obiettivo è disporre di navi caratterizzate da un elevato livello di automazione, manovrabilità e autonomia, ma soprattutto dotate di una maggiore capacità di comando e controllo e di gestione delle minacce provenienti dai diversi domini operativi.
Il sistema di combattimento sarà basato sul SADOC 4, mentre sono previsti significativi aggiornamenti dei sistemi di guerra elettronica, delle comunicazioni, dei collegamenti dati tattici, dei sensori e dei sistemi d’arma.
Particolare attenzione è stata riservata anche alla capacità di contrastare la crescente minaccia rappresentata dai droni, attraverso sistemi C-UAV, e alla possibilità di integrare a bordo sistemi senza pilota.
Le FREMM EVO saranno inoltre equipaggiate con un sistema radar a doppia banda con antenne a facce fisse, concepito per incrementare le capacità di scoperta e tracciamento delle minacce aeree e contribuire alla difesa della nave anche contro minacce balistiche a corto e medio raggio.
Multimissione e capacità antisommergibile
Nave Aviere sarà una piattaforma concepita per operare in un ampio spettro di missioni. Secondo quanto evidenziato dalla Marina Militare, la nuova unità sarà in grado di fornire un contributo nelle diverse forme di lotta, dalle operazioni navali al supporto alle operazioni terrestri, passando per la guerra antisommergibile e le attività di sea control.
La fregata sarà inoltre progettata per operare efficacemente all’interno di dispositivi joint e combined, quindi insieme alle altre componenti delle Forze Armate italiane e in operazioni multinazionali con le marine alleate.
Fin dalle prime fasi della costruzione e dell’allestimento verranno applicati criteri avanzati di modularità, flessibilità e autonomia, caratteristiche considerate sempre più importanti per una nave destinata a rimanere in servizio per diversi decenni e a confrontarsi con scenari operativi in continua evoluzione.
Dalla lamiera al varo
Alla cerimonia del 23 luglio hanno partecipato, tra gli altri, il direttore della Direzione degli Armamenti Navali del Ministero della Difesa, ammiraglio ispettore capo Cristiano Nervi, il direttore generale della Divisione Navi Militari di Fincantieri Eugenio Santagata, l’amministratore delegato di Orizzonte Sistemi Navali Giovanni Sorrentino e il responsabile del programma FREMM di OCCAR Lorenzo Raciti.
Alla cerimonia era presente anche il RADM Antonio Mateus, Deputy DNA del Ministero della Difesa portoghese, presenza particolarmente significativa alla luce dell’interesse di Lisbona per la nuova generazione di fregate.
Dopo il taglio della prima lamiera, Aviere proseguirà infatti le attività di costruzione e allestimento a Riva Trigoso fino al varo. Successivamente la nave sarà trasferita presso il cantiere Fincantieri del Muggiano, dove saranno condotti gli Harbour e Sea Acceptance Test, le prove necessarie a verificare il funzionamento della piattaforma e dei suoi sistemi prima della consegna alla Marina Militare, prevista nel 2030.
Il Portogallo punta sulla FREMM EVO
Il programma italiano assume inoltre un’importanza che va oltre le esigenze della Marina Militare. Nel luglio 2026 il Portogallo ha firmato un accordo intergovernativo per l’acquisizione di tre fregate FREMM EVO, nell’ambito del finanziamento europeo SAFE (Security Action for Europe).
La scelta portoghese potrebbe rappresentare un importante riconoscimento internazionale per l’evoluzione della piattaforma FREMM e per l’industria navale italiana. La presenza a Riva Trigoso di un rappresentante del Ministero della Difesa portoghese durante la cerimonia di Aviere sottolinea inoltre la crescente dimensione europea del programma.
Con Bersagliere e Aviere, la Marina Militare si prepara quindi a introdurre una nuova generazione di fregate destinate ad affiancare le FREMM già operative, mantenendo una piattaforma conosciuta e collaudata ma integrando tecnologie più avanzate per affrontare guerra elettronica, minacce missilistiche, droni, sistemi senza pilota e operazioni multidominio.
La FREMM EVO nasce così con l’ambizione di rappresentare non soltanto un’evoluzione della classe Bergamini, ma uno dei principali strumenti con cui la Marina Militare italiana intende mantenere capacità operative avanzate nel prossimo decennio.
FONTE FOTO MINISTERO DELLA DIFESA