Roma, 01 dicembre 2025- Il SIULM Aeronautica ha inviato una nota ufficiale al Capo di Stato Maggiore della Difesa, con copia ai Vertici delle FF.AA., per evidenziare una criticità rilevante che riguarda il personale turnista.
Dall’analisi dei criteri di assegnazione, in particolare della tabella di ripartizione, emerge infatti una disparità sistemica che penalizza in modo evidente il personale impiegato nelle turnazioni, soprattutto quelle autocompensanti, tipiche di numerosi reparti operativi delle Forze Armate.
Una soglia irraggiungibile: il limite delle 200 presenze
Il nodo principale riguarda la previsione secondo cui la maggiorazione massima del 38% può essere ottenuta solo al raggiungimento delle 200 giornate lavorative annue.
Un requisito che, per chi opera in turnazione, risulta materialmente impossibile da conseguire.
Le turnazioni autocompensanti, che garantiscono copertura h24, 365 giorni l’anno, non raggiungono mai il numero di “presenze” previsto dal decreto, poiché il servizio svolto a ciclo continuo riduce fisiologicamente il numero dei giorni lavorati.
Il risultato?
Una categoria intera esclusa a priori dal beneficio più elevato, indipendentemente dall’impegno effettivamente profuso.
L’esclusione delle ferie: una penalizzazione che intacca diritti costituzionali
Ulteriore elemento critico è l’esclusione dei giorni di licenza ordinaria dal computo FESI.
È opportuno ricordare che il diritto alle ferie e al riposo settimanale è sancito dall’art. 36 della Costituzione: la loro esclusione dal conteggio produce una penalizzazione non solo economica, ma anche giuridica, poiché colpisce diritti fondamentali, non comprimibili.
Per un turnista, la sommatoria delle giornate sottratte equivale a quasi due mesi di servizio “non conteggiato”, un danno che incide direttamente sulla possibilità di maturare punteggi utili.
Dati alla mano: la matematica non lascia scampo
Il SIULM Aeronautica evidenzia che, a fronte di circa 300 giorni effettivamente disponibili in un anno:
- la struttura della turnazione garantisce al massimo 60 turni completi;
- che, convertiti secondo l’attuale impostazione, equivalgono a circa 180 giornate utili;
- un valore ben al di sotto della soglia minima per accedere alla maggiorazione del 38%.
È dunque un sistema che, per come attualmente configurato, esclude automaticamente il turnista, indipendentemente da impegno, continuità del servizio e responsabilità operative.
A questa situazione si aggiunge l’ulteriore limitazione già nota al comparto: l’impossibilità di accedere al Compenso Forfettario d’Impiego (SMA ORD 011).
Una doppia penalizzazione, ingiustificabile.
La proposta del SIULM: riconoscere 3,5 giornate per ogni turno completo
Per ristabilire equità e coerenza con la realtà operativa dei reparti, il SIULM Aeronautica propone una soluzione tanto semplice quanto efficace:
attribuire almeno 3,5 giornate utili ai fini del FESI per ogni turno completo svolto dal personale turnista.
Questa misura:
- compenserebbe l’esclusione delle ferie annuali retribuite;
- riequilibrerebbe gli effetti distorsivi delle turnazioni autocompensanti;
- consentirebbe di avvicinarsi alla soglia delle 200 giornate;
- rimuoverebbe una penalizzazione che da anni grava sul personale più impegnato nei servizi h24.
Un problema che tocca la qualità del servizio e la dignità del personale
Il personale turnista garantisce quotidianamente la continuità operativa dell’Aeronautica Militare e dell’intero comparto Difesa.
Escludere tale personale dalla possibilità di accedere ai livelli massimi del FESI significa:
- non riconoscere l’impegno;
- non valorizzare la competenza;
- non tutelare chi assicura i servizi più delicati, spesso in condizioni logistiche e operative complesse.
Il SIULM Aeronautica: “Serve una revisione strutturale. Intervenire ora è un dovere”
Nella sua comunicazione ufficiale, il Segretario Generale Nazionale del SIULM Aeronautica, Luigi Tesone, richiama l’urgenza di un intervento correttivo che tenga conto delle peculiarità delle turnazioni e dei diritti costituzionalmente garantiti.
La richiesta è chiara:
rivedere i criteri FESI in modo da eliminare una disparità non più sostenibile, valorizzando realmente il personale che assicura la continuità del servizio in modo ininterrotto, giorno e notte.
Il SIULM Aeronautica conferma inoltre di essere già al lavoro per proporre soluzioni concrete al prossimo tavolo tecnico, con l’obiettivo di sanare definitivamente questa e altre storture che impattano sulla dignità retributiva dei lavoratori militari.
SIULM Aeronautica