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  5 dicembre 2025 1° Lgt. in pensione Antonio Pistillo

Nell’ultima legge di bilancio, in corso di discussione, è previsto un anticipo di 3 mesi del pagamento del Tfs dei dipendenti pubblici, pertanto la prima rata sarà corrisposta dopo 9 mesi dalla cessazione del servizio per limiti di età, invece dei 12 previsti finora.

La riduzione dei tempi, però, non modifica le modalità di pagamento, pertanto le liquidazioni continueranno a essere corrisposte in un’unica soluzione per importi fino a 50 mila euro, in due rate per somme fino a 100 mila euro e in tre rate per importi superiori.

Il piano del governo per anticipare la buonuscita sta generando forti reazioni da parte dei sindacati e degli stessi lavoratori, in quanto quello che sembrava un miglioramento dei tempi di attesa, secondo i sindacati nasconde un effetto negativo in quanto fa venire meno la detassazione prevista, con una perdita fino a 750 euro.

La detassazione, introdotta dal governo Conte con l’art. 24 del d.l. n. 4/2019, serviva a compensare in parte il danno economico derivante dai lunghi tempi di differimento della liquidazione secondo questo schema di riduzione:

 1,5% per gli importi liquidati dopo 12 mesi;
 3% per gli importi liquidati dopo 24 mesi;
 4,5% per gli importi liquidati dopo 36 mesi;
 6% per gli importi liquidati dopo 48 mesi;
 7,5% per gli importi liquidati dopo 60 mesi.

Innanzitutto, bisogna precisare che la norma introdotta dall’art. 44 della legge bilancio interessa esclusivamente il personale del pubblico impiego che cesserà dal servizio per limite di età.

Invece, resta fermo, nei casi derivanti da cessazioni anticipate rispetto al limite di età, il termine dilatorio di 24 mesi attualmente vigente. Tale personale continuerà a beneficiare della detassazione prevista dal d.l. n. 4/2019, consentendo così di continuare a neutralizzare in parte la perdita economica per effetto della dilazione dei tempi di pagamento del Tfs.

La nuova norma prevedendo, dal 1 gennaio 2027, nuovi tempi di liquidazione che non superano i 12 mesi determina la perdita del beneficio fiscale. Nello specifico, si tratta di un effetto collaterale dovuto al calcolo dell’imponibile fiscale del Tfs che verrà determinato con criteri meno favorevoli rispetto al passato, causando un aumento dell’importo dovuto al fisco che può arrivare fino a 750 euro.

Di seguito alcuni esempi che quantificano la perdita economica delle liquidazioni dal 1 gennaio 2027.

Si presume che la nuova norma trovi efficacia dai pensionamenti con decorrenza dal
1 gennaio 2027.

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