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L’inchiesta televisiva andata in onda su La7 e dedicata alla gestione della Base Logistico Addestrativa “Tempesti” di Corvara continua a suscitare reazioni nel comparto militare e sindacale, soprattutto sul fronte del welfare e dell’impiego del personale in uniforme.

Dopo il servizio trasmesso dalla trasmissione “Piazzapulita”, il S.U.M. ha ricordato di aver già segnalato nel novembre 2024 al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito alcune criticità relative alla gestione delle Basi Logistiche Addestrative, in particolare quelle riconducibili al settore delle Truppe Alpine. Secondo il sindacato, le questioni poste riguardavano presunte disparità nell’accesso alle strutture di benessere e l’utilizzo di alloggi e servizi ritenuti non sempre disponibili per la generalità del personale avente diritto.NSM   è  ANCHE  SU   WHATSAPP  E  SU  TELEGRAM

Nel comunicato, il S.U.M. richiama inoltre il tema dell’equità nell’assegnazione delle strutture ricettive, evidenziando come tali servizi dovrebbero essere destinati prioritariamente al personale militare e alle rispettive famiglie, soprattutto alle categorie economicamente più deboli. Il sindacato sottolinea anche la necessità di chiarire eventuali modalità di impiego del personale militare in mansioni non strettamente connesse ai compiti istituzionali o professionali previsti.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Nuovo Sindacato Carabinieri, che ha espresso una riflessione più ampia sul tema della dignità professionale del “cittadino in uniforme”. Nel proprio comunicato, il sindacato evidenzia come le basi logistiche, i soggiorni montani e le strutture dedicate al benessere del personale debbano rappresentare strumenti di supporto per tutti i militari e non occasioni percepite come privilegio riservato a pochi.

Il Nuovo Sindacato Carabinieri richiama inoltre la necessità di garantire trasparenza amministrativa, rispetto delle professionalità e corretto impiego delle risorse umane, auspicando che l’intera vicenda possa diventare occasione per una revisione generale delle politiche di welfare e delle modalità di gestione delle strutture logistiche della Difesa.

Entrambe le sigle sindacali hanno chiesto che venga fatta piena chiarezza sui fatti emersi nel servizio televisivo, rimettendo ogni eventuale valutazione di carattere giudiziario o disciplinare alle autorità competenti, incluse la magistratura ordinaria e quella militare.

Al centro della discussione resta il tema del benessere del personale delle Forze Armate, della trasparenza nell’accesso alle strutture dedicate e della tutela della dignità professionale dei militari impiegati nei servizi logistici e di supporto.

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