Molti lettori ci chiedono come sia possibile richiedere in anticipo il Trattamento di Fine Servizio (TFS) e il Trattamento di Fine Rapporto (TFR). In questo articolo spiegheremo passo dopo passo la procedura corretta, così da evitare ritardi burocratici e intoppi amministrativi.
Innanzitutto, è opportuno chiarire che esistono oggi diversi strumenti di investimento che consentono di recuperare parte della somma eventualmente persa nella transazione con la banca o la finanziaria che eroga l’anticipo del TFS.
Ci riferiamo, ad esempio, all’estinzione totale o parziale di un mutuo, oppure all’apertura di un conto deposito che offra un rendimento del 3% annuo. Esistono anche altre strade possibili, come l’acquisto di ETF in Borsa o investimenti nel crowdfunding, purché si abbia un minimo di conoscenza del mercato finanziario.
Fatta questa premessa, vediamo nel dettaglio i passaggi necessari per richiedere il TFS e il TFR. Se la procedura viene eseguita correttamente, la liquidazione può arrivare in un periodo che va da uno a due mesi dalla data del pensionamento.
Primo step: essere collocati in quiescenza
La richiesta del TFS può essere presentata solo a partire dal giorno successivo al pensionamento. Prima di quella data non è possibile avviare la procedura.
Secondo step: Richiedere la quantificazione del TFS/TFR sul portale INPS
Collegandovi al seguente link:
Domanda di quantificazione dell’anticipo finanziario TFS/TFR – INPS
e accedendo con le vostre credenziali (SPID, CIE o CNS), è possibile presentare la richiesta di quantificazione del TFS.
Nota bene: l’INPS rilascerà la quantificazione solo se la vostra amministrazione ha già trasmesso tutti i dati necessari al calcolo.
Se la risposta tarda ad arrivare, è probabile che l’Istituto non abbia ancora ricevuto la documentazione completa.
Cosa fare in questo caso
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Contattate gli uffici (centrali) della vostra amministrazione competenti per la trasmissione dei dati e chiedete chiarimenti sullo stato dell’invio.
Se non ottenete risposte esaustive, inviate una PEC (che potete facilmente reperire online) per sollecitare la pratica. -
Se l’amministrazione ha già inviato i dati, allora dovete contattare direttamente l’INPS.
Chiamate il call center e fatevi indicare l’ufficio competente che gestisce la vostra pratica di pensione e TFS/TFR.
Richiedete un appuntamento, anche telefonico se la sede è distante.
Se nemmeno in questo modo ottenete risposte chiare, inviate una PEC di sollecito anche all’INPS. Vi risponderanno in breve tempo.
Quando avrete finalmente la quantificazione del TFS/TFR, potrete recarvi presso le filiali bancarie o finanziarie convenzionate (o anche non convenzionate) per ottenere l’anticipo.
Queste tratterranno una percentuale sull’importo complessivo, versandovi il restante sul vostro conto corrente.
Le due opzioni di richiesta
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Finanziamento agevolato:
È previsto per le banche aderenti all’accordo quadro con l’INPS, con un tasso fisso del 2,5%, e consente di ricevere un’anticipazione fino a 45.000 euro. -
Anticipo integrale del TFS:
In questo caso l’accordo è diretto tra voi e la banca/finanziaria.
Gli importi, i tassi e le condizioni possono variare sensibilmente ( migliaia di euro) da un istituto all’altro, quindi è sempre consigliabile richiedere più preventivi e scegliere la proposta più conveniente.
Una precisazione importante
Per presentare la richiesta è necessario disporre del primo cedolino di pensione o del Certificato di Pensione dell’Inps che attesta l’avvenuto pensionamento.
La cessione del TFS è un accordo privato tra il richiedente e la banca o la finanziaria.
Nel contratto che firmerete sarà indicato che, nel caso in cui l’INPS non rimborsi l’istituto erogante, sarete voi i diretti debitori e dovrete restituire l’intera somma ricevuta.
Ad oggi, fortunatamente, non risultano casi del genere: un’eventualità simile potrebbe verificarsi solo in caso di un grave crollo finanziario dell’INPS, ipotesi altamente improbabile.