La notizia della riduzione dei coefficienti di trasformazione delle pensioni per il biennio 2025-2026, compresa tra l’1,55% e il 2,18%, è già nota da mesi. Un dato che ha suscitato preoccupazione, ma che oggi deve servire come ulteriore monito: i militari non possono più attendere.
È chiaro a tutti che il sistema contributivo, aggiornato periodicamente in base all’aspettativa di vita, produce da oltre un decennio un progressivo abbattimento delle rendite. Ma ciò che desta maggiore allarme è l’effetto che queste riduzioni hanno su un comparto come quello militare, fatto di carriere obbligatoriamente più brevi, forte usura psicofisica e limitazioni uniche rispetto ad altri lavoratori.
Il SIULM lo ha denunciato con forza: urge una previdenza dedicata ai militari, che non può più essere considerata una concessione ma un diritto, per evitare che le donne e gli uomini in uniforme si ritrovino con pensioni sempre più distanti dal loro reale servizio al Paese.
In questo quadro diventa altrettanto fondamentale il riconoscimento normativo dei 6 scatti stipendiali. Non si tratta di un privilegio, ma di un meccanismo di giustizia retributiva che deve essere esteso e garantito a tutti i militari, così da correggere almeno in parte le penalizzazioni crescenti prodotte dal sistema contributivo.
Le promesse politiche non sono mancate, sia da parte del centrodestra che del centrosinistra. Anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha riconosciuto pubblicamente la necessità di intervenire.
Tuttavia, ad oggi, le riforme tanto attese non si sono concretizzate.
Per questo il SIULM ribadisce con forza:
– una previdenza dedicata che riconosca la specificità militare;
– il riconoscimento normativo dei 6 scatti, misura strutturale e non più opzionale;
– meccanismi di salvaguardia immediati che evitino nuove penalizzazioni già dal 2025.
La riduzione dei coefficienti è una notizia vecchia. Quello che serve oggi è una risposta politica nuova e coraggiosa, che metta finalmente mano ad una riforma previdenziale capace di tutelare chi indossa l’uniforme e difende ogni giorno la sicurezza del Paese.