Il Ministero della Difesa pubblica la nuova direttiva 2025 sul richiamo “senza assegni” dei militari in ausiliaria nelle Pubbliche Amministrazioni. Ecco cosa cambia e come funziona la procedura.

ROMA – Il Ministero della Difesa ha emanato una nuova direttiva che disciplina in modo organico e aggiornato il richiamo in servizio “senza assegni” del personale militare collocato in ausiliaria, destinato a prestare servizio presso le Pubbliche Amministrazioni statali e territoriali.
Il documento mira a rendere più efficiente e trasparente la collaborazione tra la Difesa e gli enti civili che intendono avvalersi dell’esperienza del personale militare.

Un ponte tra Difesa e Pubblica Amministrazione

La direttiva, redatta in applicazione dell’articolo 992, comma 3, del Codice dell’Ordinamento Militare (D.Lgs. 66/2010), definisce nel dettaglio le procedure per il richiamo volontario del personale in ausiliaria, cioè di quei militari che, dopo il congedo, restano disponibili a essere impiegati in incarichi compatibili con il proprio grado e ruolo.

L’obiettivo dichiarato è duplice:

  • garantire efficienza amministrativa e impiego coerente delle risorse umane provenienti dalle Forze Armate;

  • favorire il più ampio accoglimento delle richieste provenienti da Regioni, Comuni e altre amministrazioni, in equilibrio con le esigenze operative della Difesa.

Si tratta, in sostanza, di un canale ufficiale e regolato di collaborazione istituzionale, che consente di valorizzare competenze altamente specializzate anche dopo la cessazione dal servizio attivo.

Come funziona il richiamo “senza assegni”

Il personale militare collocato in ausiliaria può essere impiegato a domanda delle Pubbliche Amministrazioni, nell’ambito della provincia di residenza (o, se disponibile, anche altrove), in incarichi adeguati al grado e al profilo professionale.
Il richiamo avviene senza nuovi oneri per la Difesa, poiché i militari mantengono il trattamento fisso e continuativo percepito in ausiliaria, mentre eventuali compensi accessori – come buoni pasto, straordinari o premi di risultato – restano a carico dell’amministrazione ospitante.

La gestione operativa delle richieste è affidata alla Direzione Generale per il Personale Militare (DGPM), che funge da punto di raccordo tra i vari enti pubblici e le Forze Armate.
Presso la DGPM opera un Nucleo di Risposta dedicato (richiami.ausiliaria@persomil.difesa.it), istituito per ricevere le domande e seguire l’intero iter fino all’emanazione del decreto ministeriale di richiamo o di eventuale revoca.

Le fasi della procedura

La direttiva chiarisce in modo puntuale le due fasi principali del processo:

Fase 1 – Richiesta dei nominativi

L’Amministrazione interessata invia una richiesta formale alla DGPM per conoscere i nominativi dei militari in ausiliaria residenti nella propria provincia.
La DGPM risponde fornendo un elenco aggiornato, corredato dei modelli di dichiarazione di disponibilità e delle informazioni necessarie per l’eventuale contatto con il personale.

Fase 2 – Proposta di richiamo

Dopo aver verificato la disponibilità dei militari, la Pubblica Amministrazione trasmette alla DGPM la proposta di richiamo “senza assegni”, allegando la documentazione prevista.
La DGPM avvia quindi l’istruttoria, acquisisce il parere della Forza Armata di appartenenza e, ottenuto il nulla osta, emette il decreto di richiamo ministeriale, generalmente valido per tutta la durata della permanenza in ausiliaria.

Tutela, disciplina e compatibilità con lo status militare

Durante il periodo di richiamo, il personale mantiene lo status giuridico e disciplinare militare:

  • può essere autorizzato a indossare l’uniforme;

  • non può ricoprire incarichi in aziende in rapporto con l’Amministrazione militare;

  • gode della tutela per infortuni e malattie professionali prevista dalla normativa sulla causa di servizio.

L’amministrazione ospitante, invece, è tenuta ad applicare le norme di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008) e può concordare con il militare l’orario e le modalità di impiego, nel rispetto della compatibilità con il grado e il ruolo.

Un’occasione per valorizzare competenze ed esperienza

Con questa direttiva, la Difesa punta a rendere più fluida e uniforme la gestione dei richiami, promuovendo un modello di collaborazione pubblico–pubblico basato sulla valorizzazione delle competenze maturate nel servizio attivo.
Il personale militare in ausiliaria – spesso con alle spalle decenni di esperienza operativa, organizzativa e gestionale – rappresenta una risorsa preziosa per gli enti locali e centrali, che possono così contare su figure di elevata professionalità in settori strategici come protezione civile, sicurezza, gestione del territorio e supporto amministrativo.

Trasparenza e accesso alle informazioni

Gli elenchi aggiornati del personale militare in ausiliaria vengono pubblicati ogni anno sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sul portale della Direzione Generale per il Personale Militare, nella sezione “Richiami ausiliaria a favore delle PP.AA.”.
Questo garantisce la massima trasparenza e accessibilità sia per i militari interessati sia per le amministrazioni che intendono avvalersene.

Conclusioni

La direttiva del 28 ottobre 2025 rappresenta un passo importante nel processo di modernizzazione della gestione del personale militare in ausiliaria, rafforzando il legame tra Forze Armate e Pubblica Amministrazione.
Attraverso regole chiare, procedure snelle e una gestione digitale delle richieste, il Ministero della Difesa punta a trasformare un istituto tradizionale in uno strumento dinamico di servizio al Paese, valorizzando al meglio l’esperienza dei propri uomini e donne anche dopo la vita operativa.

Gli allegati operativi della direttiva

La direttiva è corredata da due documenti pratici che rendono la procedura immediatamente applicabile:

Allegato “B” – Dichiarazione di disponibilità

È il modulo ufficiale che il militare in ausiliaria deve compilare per manifestare la propria disponibilità a essere richiamato in servizio presso una Pubblica Amministrazione.
Contiene le informazioni anagrafiche, la provincia di riferimento e la tipologia di incarico desiderata.
Serve a formalizzare la volontà del militare, requisito indispensabile per l’avvio della procedura.

Allegato “C” – Dichiarazioni ulteriori

Rappresenta una scheda di dettaglio che regola il rapporto operativo tra militare e amministrazione.
Include elementi chiave come:

  • la possibilità di rifiutare il richiamo più volte;

  • la coerenza tra incarico e grado rivestito;

  • l’accordo su orario e modalità di lavoro;

  • la precisazione che eventuali costi accessori sono a carico dell’Ente richiedente;

  • la garanzia della copertura per infortuni e sicurezza;

  • il riferimento ai comandi documentali competenti (Esercito, Marina, Aeronautica) per la gestione disciplinare e amministrativa.

Questi due allegati costituiscono strumenti operativi fondamentali per attuare la direttiva in modo uniforme e trasparente su tutto il territorio nazionale.

QUI LA DICHIARAZIONE DI DISPONIBILITA’ AL RICHIAMO IN SERVIZIO SENZA ASSEGNI

QUI L’ALLEGATO PER ULTERIORI DICHIARAZIONI

CIRCOLARE

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