CAPACITÀ DI DIFESA NAZIONALE (Disposizioni per il rafforzamento e l’adeguamento della capacità di difesa nazionale (disegno di legge)
Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del ministro della Difesa Guido Crosetto, un disegno di legge destinato a rafforzare e adeguare la capacità di difesa nazionale. Il provvedimento interviene in maniera significativa sul Codice dell’ordinamento militare (D.Lgs. n. 66/2010) e introduce una serie di novità che riguardano l’organizzazione delle Forze Armate, la cybersicurezza, la ricerca tecnologica, le missioni all’estero e le procedure di acquisizione di nuovi sistemi militari.
Più peso alla cultura della Difesa
Tra le nuove competenze attribuite al Ministero della Difesa rientra anche la promozione della cultura della difesa e della memoria storica nazionale. L’obiettivo è valorizzare monumenti, sacrari militari, sepolcreti di guerra, musei militari e aree monumentali, rafforzando il legame tra Forze Armate, storia e cittadinanza.
Cambia il vertice della Difesa
Una delle modifiche più rilevanti riguarda l’organizzazione dello Stato Maggiore della Difesa.
L’attuale figura del Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa verrà infatti suddivisa in due incarichi distinti:
- il Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa, responsabile dello Stato Maggiore;
- il Sottocapo con funzioni operative.
Entrambi dipenderanno direttamente dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, mentre il primo beneficerà di una specifica indennità pensionabile a partire dal 2027.
Anche il Comitato dei Capi di Stato Maggiore cambia veste: assumerà la denominazione di “Comitato dei Capi” e diventerà formalmente il massimo organo consultivo del Ministro della Difesa.
Parallelamente il Reparto Informazioni e Sicurezza dello Stato Maggiore verrà trasformato nel nuovo Comando Interforze Cyber Intel, mentre nascerà un Centro interforze di addestramento per il combattimento e il contrasto alla minaccia ibrida, destinato a preparare il personale alle nuove forme di conflitto.
Avanzamento degli ufficiali: più esperienza interforze
Il disegno di legge introduce anche una riforma delle procedure di avanzamento ai più alti gradi.
Le commissioni di avanzamento delle singole Forze Armate saranno sostituite da una Commissione di vertice interforze unica per la promozione al grado di generale di corpo d’armata e gradi equivalenti.
Dal 2030, per poter accedere alla valutazione, sarà inoltre necessario aver ricoperto almeno un incarico interforze della durata minima di un anno, requisito che diventerà di due anni dal 2033. Per l’Arma dei Carabinieri saranno previsti incarichi equipollenti individuati con apposito decreto ministeriale.
Missioni all’estero: nuove regole sui risarcimenti
Il provvedimento modifica anche la disciplina della responsabilità civile durante le missioni internazionali.
In caso di danni provocati da comportamento colposo di personale militare, dei Carabinieri o della Guardia di Finanza nei teatri operativi, l’eventuale azione risarcitoria dovrà essere rivolta direttamente al Ministero competente. Se invece il fatto costituisce reato, l’azione sarà proposta sia contro il responsabile sia contro l’Amministrazione di appartenenza, restando comunque ferma la responsabilità amministrativa ed erariale del militare.
Arrivano le navi e gli aeromobili militari senza equipaggio
Il testo disciplina per la prima volta in modo organico i sistemi senza equipaggio.
Vengono definite le caratteristiche che consentono di classificare come navi militari o navi da guerra le unità navali prive di equipaggio, regolamentandone anche la registrazione. Analoga disciplina viene introdotta per gli aeromobili militari a pilotaggio remoto, con norme dedicate alla classificazione, alle regole di volo e ai titoli aeronautici.
Le disposizioni saranno applicabili anche ai sistemi impiegati dalla Guardia di Finanza.
La cybersicurezza diventa una priorità strategica
Grande attenzione è riservata al dominio cibernetico.
Il provvedimento introduce il concetto di spazio cibernetico di interesse nazionale per la difesa, affidandone la definizione al Ministro della Difesa.
Il Capo di Stato Maggiore della Difesa assumerà inoltre il ruolo di autorità cyber del Ministero e diventerà il responsabile unico dei dati della Difesa.
Nasce anche la figura dello specialista cyber militare, che potrà essere impiegato con una ferma iniziale di cinque anni, prorogabile fino a un massimo complessivo di tredici anni. Sono previsti incentivi economici, tra cui un premio di 4.300 euro per ogni biennio volontario e una specifica indennità operativa.
Per sostenere il settore viene istituito un Fondo per l’incentivazione della cybersicurezza con una dotazione iniziale di oltre 1,5 milioni di euro nel 2027, destinata a crescere fino a 15 milioni di euro annui dal 2036.
Più investimenti nella ricerca militare
Il Governo punta anche sull’innovazione.
Nasce infatti il Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica militare, dotato di 10 milioni di euro annui a partire dal 2026, destinato a finanziare progetti di ricerca e sviluppo, anche mediante contributi a fondo perduto.
Sul fronte industriale vengono inoltre semplificate le procedure per l’omologazione e la certificazione dei sistemi militari e vengono riconosciuti i test effettuati presso centri accreditati esterni quando quelli interni non siano disponibili.
Appalti più rapidi e maggiore flessibilità
Tra gli obiettivi del disegno di legge vi è anche quello di accelerare l’acquisizione di capacità operative.
Sarà ampliato il ricorso alle procedure negoziate senza bando nei casi di estrema urgenza e verranno estese le circostanze di “somma urgenza” anche agli eventi imprevisti che possano compromettere la continuità operativa delle infrastrutture strategiche della difesa.
Saranno inoltre introdotti il partenariato per l’innovazione e nuovi strumenti per velocizzare lo sviluppo e l’acquisizione di prototipi.
Infine, Difesa Servizi S.p.A. potrà costituire nuove società o acquisire partecipazioni in imprese operanti nei servizi di supporto tecnico-amministrativo alla Difesa, avvalendosi anche di personale proveniente da altre amministrazioni pubbliche.
Un provvedimento che guarda ai nuovi scenari
Il disegno di legge rappresenta uno degli interventi più ampi degli ultimi anni sull’organizzazione della Difesa italiana. Le misure puntano ad adeguare lo strumento militare alle nuove minacce, in particolare nel dominio cyber e nelle guerre ibride, rafforzando al tempo stesso la capacità di innovazione tecnologica, la cooperazione interforze e la rapidità dei processi decisionali e di acquisizione dei sistemi militari.
Il testo dovrà ora iniziare l’iter parlamentare per l’esame e l’approvazione definitiva.