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Mentre i Paesi europei stanno ridefinendo le priorità in materia di difesa aerea e valutando la possibilità di donare ulteriori sistemi all’Ucraina, il produttore del sistema Patriot, Raytheon (OEM – Original Equipment Manufacturer), non solo punta ad aumentare la produzione, ma cerca anche di influenzare l’evoluzione futura della difesa aerea terrestre europea (GBAD).

In un’intervista rilasciata a Janes il 30 luglio, Joseph DeAntona, responsabile del programma Patriot presso Raytheon, ha illustrato i piani dell’azienda per potenziare le capacità del sistema di difesa Patriot e rafforzare la propria partecipazione all’iniziativa European Sky Shield (ESSI).

Sebbene DeAntona non abbia potuto entrare nei dettagli sul ruolo operativo del Patriot in Ucraina, ha dichiarato che Raytheon è “molto consapevole” delle esigenze emerse dal conflitto in corso, soprattutto in considerazione dell’obiettivo ucraino di incrementare da sei a dieci il numero delle batterie Patriot.

Secondo DeAntona, l’iniziativa ESSI fornirà in futuro una “base di opzioni per la difesa aerea” ai Paesi europei, ma non dovrebbe limitarsi agli attuali sistemi in uso, come Arrow 3, Patriot e IRIS-T.

«Se fate parte della comunità europea, vi invitiamo a considerare questi sistemi come punto di partenza. Ma non ci limitiamo a essi», ha affermato, suggerendo che ESSI dovrebbe “ampliare l’integrazione dei sistemi”, includendo in futuro anche opzioni come il National Advanced Surface-to-Air Missile System (NASAMS).

«Considerando il numero di Paesi europei che già impiegano il NASAMS, rappresenta una scelta naturale, per così dire. Alcuni degli altri fornitori di sistemi di difesa aerea ci chiedono semplicemente di condividere informazioni, comprendere gli obiettivi comuni e sviluppare un piano per trasformarli in capacità operative per i nostri clienti», ha concluso.

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