Il Parlamento europeo accelera sul rafforzamento della difesa dell’Unione con due risoluzioni che puntano a creare un vero mercato unico europeo della difesa e a colmare le principali lacune nelle capacità militari degli Stati membri.
La prima risoluzione, approvata con 393 voti favorevoli, propone una maggiore integrazione dell’industria della difesa europea attraverso finanziamenti UE più consistenti, appalti congiunti e una gestione coordinata dell’intero ciclo di vita dei sistemi militari. L’obiettivo è rafforzare la European Defence Technological and Industrial Base (EDTIB) e ridurre la dipendenza da fornitori extra-europei.
Tra le proposte centrali emerge l’approccio “Buy European”, volto a privilegiare sistemi prodotti all’interno dell’Unione negli acquisti militari. Secondo gli eurodeputati, questo consentirebbe di rendere più prevedibile la domanda industriale, stimolare gli investimenti in ricerca e sviluppo e aumentare la capacità produttiva europea.NSM è ANCHE SU WHATSAPP
La risoluzione affronta anche la necessità di riformare il quadro normativo degli appalti militari. In particolare, il Parlamento chiede licenze armonizzate, certificazioni comuni e il riconoscimento reciproco delle autorizzazioni di sicurezza per facilitare il trasferimento di prodotti della difesa tra Paesi UE. Un’attenzione specifica viene dedicata alla tutela delle PMI della difesa, che potrebbero essere penalizzate da sussidi nazionali eccessivi.
Parallelamente, una seconda risoluzione – approvata con 448 voti favorevoli – evidenzia le principali carenze operative europee. Tra le aree più critiche figurano difesa aerea e missilistica, artiglieria, munizioni, droni e sistemi anti-drone, ma anche ambiti tecnologici emergenti come cyberspazio, intelligenza artificiale e guerra elettronica.
Secondo il Parlamento, queste lacune limitano la capacità dell’Unione di sostenere operazioni militari di lunga durata e di rispondere efficacemente alle minacce ibride e convenzionali.
Per questo motivo gli eurodeputati chiedono di accelerare i cosiddetti “progetti faro” europei per la prontezza alla difesa entro il 2030, tra cui:
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un’iniziativa europea anti-drone
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sistemi di sorveglianza rafforzati sul fianco orientale
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uno scudo europeo di difesa aerea
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un’infrastruttura di difesa spaziale.
Queste iniziative dovrebbero contribuire a colmare le lacune capacitive, rafforzare la base industriale europea e migliorare l’interoperabilità con la NATO.
Nel contesto geopolitico attuale, caratterizzato dal ritorno della competizione tra grandi potenze e dalla diffusione di nuove tecnologie militari, il Parlamento europeo considera il mercato unico della difesa non più un obiettivo politico di lungo periodo, ma una necessità strategica immediata.POTREBBE INTERESSARTI : LA GUERRA DEI FRONI E NUOVE DIFESE. COSA INSEGNA LA GUERRA CON L’IRAN